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Arriva disegno legge Regione per concessioni idroelettriche

Punta a "sostenibilità ambientale e rimodulazione canoni"

(ANSA) - PERUGIA, 06 OTT - C'è ora un disegno di legge della Giunta regionale a disciplinare in Umbria, in coerenza con le normative europee e nazionali, modalità e procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico, oltre alla determinazione dei relativi canoni. In attesa quindi di una nuova legge umbra che dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno.
    Disegno di legge regionale che - è stato ricordato nel corso di una conferenza a palazzo Donini - punta a perseguire "il principio della massima sostenibilità ambientale e a stabilire una rimodulazione dei canoni a carico dei titolari di concessione al fine di garantire maggiori introiti nelle casse regionali, a beneficio del territori umbro e dei Comuni in cui sono ubicati gli impianti".
    Ora, dopo l'approvazione da parte dell'Esecutivo, proseguirà il suo iter nell'Assemblea legislativa. "E' stato avviato da tempo, in linea e pertinente, purtroppo, con la situazione di crisi energetica che stiamo vivendo come Paese, come Europa e come regione" ha commentato la presidente della Regione Donatella Tesei. La quale ha ricordato come l'Umbria, che tra l'altro annovera aziende particolarmente energivore, "si è mossa da tempo per ovviare al problema, sia con richieste al Governo sia con interventi diretti nei limiti delle proprie competenze".
    Il disegno di legge è quindi per Tesei "un passo ulteriore" anche per contrastare l'impatto sulle imprese e sul territorio della crisi energetica.
    "Recupereremo fin da subito - ha spiegato ancora la presidente - preziose risorse per il nostro territorio, stimabili in alcuni milioni di euro che potranno aumentare negli anni successivi, perseguendo il principio della massima sostenibilità ambientale, che è il 'Dna' alla base della nostra programmazione".
    In Umbria sono nove gli impianti che possono essere annoverati fra le grandi derivazioni (con una potenza nominale media di concessione superiore a 3.000 kilowatt), e si trovano per la quasi totalità nella provincia di Terni. Di queste, sette producono circa il 95% dell'energia e, conseguentemente, dei canoni, con scadenza della concessione nel 2029; le restanti due con concessione già scaduta.
    Anche secondo il vicepresidente della Regione e assessore all'Ambiente, Roberto Morroni, il ddl oltre che far intravedere "un irrobustimento significativo delle entrate regionali", pone l'Umbria in primo piano in materia di centrali idroelettriche.
    "Legiferare su questa complicata materia - ha detto - è importante per il nostro Paese, visto che l'Italia è tra i primi tre posti per fornitura di energia idroelettrica, e per l'Umbria che in questo scenario ricopre un ruolo importante. In questo modo si concorre al conseguimento, in un'ottica di sviluppo sostenibile, degli obiettivi relativi alla tutela, al miglioramento e al risanamento ambientale dei bacini idrografici di pertinenza delle concessioni, all'equilibrio delle funzioni ecosistemiche, nonché all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, in coerenza, tra l'altro, con gli obiettivi di riduzione della produzione di energia da combustibili fossili".
    Le novità più rilevanti riguardano la rimodulazione dei canoni di concessione. "Attualmente viene applicato un canone fisso - ha spiegato Morroni - che con la nuova legge regionale verrà innalzato da circa 32 a 40 euro per kW. Vengono poi introdotte altre due componenti. Ci sarà una parte variabile, applicata nella misura del 2,5% del valore dei ricavi calcolati sulla produzione annua a consuntivo delle centrali e il prezzo di mercato dell'energia. Abbiamo, inoltre, inteso avvalerci della facoltà consentita dalla norma quadro statale di inserire nei bandi che farà la Regione per l'assegnazione delle concessioni, con procedura ad evidenza pubblica, l'obbligo ai concessionari di fornire annualmente gratuitamente una quantità di energia elettrica al territorio e anche la possibilità di monetizzare questo quantitativo. Un'altra quota verrà applicata poi per le concessioni in scadenza". (ANSA).
   

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