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LA LATTERIA D'ALTURA DI OVARO RINASCE DALLE CENERI

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LA LATTERIA D'ALTURA DI OVARO RINASCE DALLE CENERI

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Responsabilità editoriale di FROOGS

Centocinquanta i quintali di latte al giorno trasformati nell'alto Friuli

28 dicembre 2021, 16:30

FROOGS

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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PressRelease - Responsabilità editoriale di FROOGS

A meno di un anno di distanza dall’incendio che l’aveva per larga parte distrutta, la latteria di Ovaro (UD) del gruppo Pezzetta è rinata dalle proprie ceneri. L’impianto di produzione, riaperto da poco, lavorerà presto a pieno regime: nel 2022, lo stabilimento trasformerà ogni giorno 150 quintali di latte. L'impianto è estremamente all’avanguardia sotto il punto di vista tecnologico, integrando diversi sistemi automatizzati: “Produciamo  formaggi tradizionali  con strumenti  innovativi” ha spiegato Marco Pezzetta, presidente di Artelatte.

Oltre ai tipici formaggi friulani come il Montasio e il latteria Davar , lo stabilimento produrrà anche caciotta vaccina e caprina, mozzarella fiordilatte,ricotta fresca di capra e di mucca, affumicata nelle varie derivazioni - da tavola, friulana pressata e di montagna, versioni molto utilizzate nella cucina friulana come ingrediente e condimento nelle pietanze . L’azienda riprenderà anche la propria produzione di occhione, un formato da 10-12 chili che deve il suo nome ad un’ occhiatura pronunciata: il gusto è piuttosto deciso  e si avvicina molto  a quello tipico dei formaggi alpini. Ci sono poi la caciottina  di capra e il dolce capra che insieme allo Zoncolan, (un formaggio di capra stagionato molto apprezzato e richiesto in vari affinamenti) completano la gamma dei prodotti caprini. Infine  il San Martin, un formaggio da 5 chili ottenuto con latte crudo vaccino ,una novità nata poco prima che lo stabilimento di produzione venisse danneggiato dall’incendio. 

Lo stabilimento di Ovaro, che nei propri processi utilizza unicamente latte friulano, è tra i pochi che può fregiarsi di una duplice produzione di Montasio, annoverando tra i propri formaggi sia quello classico che quello Pdm (Prodotto di montagna). “Vorremmo brandizzare i nostri marchi non solo con il cluster IoSonoFvg, al quale abbiamo aderito con entusiasmo, ma anche con un ulteriore bollino che certifichi il nostro format di formaggi di montagna” ha sottolineato Pezzetta. “Non sono molte le aziende in grado di abbinare le nostre due caratteristiche, ovvero usare materie prime provenienti dalla montagna e avere uno stabilimento produttivo situato anch’esso in quota”. 

“Siamo riusciti a rialzarci da una situazione drammatica: mantenere la produzione in altri siti per rimanere sui banchi di vendita, tenendo vicini i produttori di latte  e il mercato, e questa è stata la nostra arma vincente. Devo ringraziare i nostri dipendenti e in particolare David Urban, amministartore delegato e principale fautore della ripresa” ha spiegato Pezzetta.

“Prima dell’incendio stavamo lavorando ad un ampliamento di  oltre 1000 metri quadri, tanti quanti ne sono stati rasi al suolo, ma da buoni friulani non ci siamo persi d’animo.  Ora, insieme allo stabilimento, abbiamo aperto anche uno spaccio, e in futuro avremo modo di riprendere gli obiettivi previsti di espansione e consolidamento. 

Artelatte conta 10 dipendenti, le referenze produttive sono una ventina. 

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