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Nella bottega di Scola, quando il cinema era artigianato

Nella bottega di Scola, quando il cinema era artigianato

Riapre studio EL a Cinecittà, factory del maestro e di Ricceri

ROMA, 07 novembre 2023, 15:44

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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La musicassetta con la registrazione dei funerali di Enrico Berlinguer sulla scrivania piena di copioni, un foglio indirizzato allo scenografo Luciano Ricceri in cui lo si avvisa che Martin Scorsese arrivando a Roma vorrebbe incontrarlo, su un cavalletto di architetto il disegno minuzioso della strada di Concorrenza Sleale e accanto l'automobile giocattolo rossa usata nel capolavoro La Famiglia.
    È il mondo magico di Ettore Scola e Luciano Ricceri a Cinecittà, un museo vivo in cui si respira cinema ma soprattutto l'arte artigianale di un'epoca. È lo Studio EL in fondo agli studi cinematografici di Via Tuscolana, il cui patrimonio è una delle acquisizioni importanti del Miac, il Museo dell'audiovisivo e del cinema di Cinecittà. EL, Ettore e Luciano.
    "È un progetto di mio padre e del suo amico e scenografo", racconta all'ANSA Silvia Scola non senza emozione, intervenendo alla presentazione della riapertura voluta dalla presidente Chiara Sbarigia con il sostegno della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni. "All'inizio degli anni '80 - prosegue - hanno ideato questa bottega laboratorio di sceneggiatura, regia, scenografia per arrivare a proporre progetti completi.
    Venivamo qui tutti i giorni da apprendisti come in una bottega rinascimentale, grandi maestri e allievi. È pieno di ricordi e di lavoro, progetti ideati magari non realizzati, mi piacerebbe che lo vedessero i giovani non solo per capire come si faceva il cinema allora, ma anche per spingerli a fare qualcosa in nome di quel cinema artigiano e vicino al paese, con intento civile oltre che artistico".
    Un percorso voluto da Cinzia Lo Fazio e dallo storico assistente di Ricceri, Ezio Di Monte, che assieme agli eredi di Scola hanno concesso l'acquisizione dei beni conservati nello spazio di Cinecittà.
    Sarà disponibile al pubblico (su prenotazione), parte dell'esposizione del Miac. Il museo dentro gli studi "si è arricchito anche di otto foto e un video dell'artista Vanessa Beecroft. Le opere - racconta Sbarigia - sono mescolate nella sala di esposizione ad un nucleo di stupende sculture originali del film La città delle donne di Federico Fellini".
   

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