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Cittadinanzattiva,con lo slittamento delle tariffe più gap tra le regioni

Cittadinanzattiva,con lo slittamento delle tariffe più gap tra le regioni

'Chiarezza sui fondi già stanziati per Lea ma impiegati altrove'

ROMA, 02 aprile 2024, 17:14

Redazione ANSA

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ospedali - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Come evidenziato nella relazione della Ragioneria dello Stato rispetto alla richiesta di proroga all'entrata in vigore del Decreto Tariffe, lo slittamento al primo gennaio 2025 comporterà un consolidamento delle disuguaglianze regionali nell'accesso alle cure per i cittadini e rischia di incrementare ulteriormente la mobilità sanitaria verso le regioni che erogano prestazioni aggiuntive". Lo afferma all'ANSA Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, rispetto allo slittamento al primo gennaio 2025 dell'entrata in vigore del Decreto Tariffe e con esso dei Lea del 2017.
    Peraltro, Mandorino sottolinea come la relazione della Ragioneria dello Stato attesta che "fino al 31/12/2023 l'ammontare dei finanziamenti previsti dalla legge preordinati per l'aggiornamento delle tariffe della specialistica e protesica legate al DPCM 12/01/2017 sono stati pari a 3,046 miliardi di euro, a cui si aggiungono 400 milioni di euro per nuovi aggiornamenti dei Lea successivi a quello del 2017 per complessive risorse pari a 3,446 miliardi di euro. Tali finanziamenti, assegnati alle regioni, in mancanza di provvedimenti attuativi sono stati comunque utilizzati dalle regioni per coprire altre occorrenze della spesa sanitaria e soprattutto - afferma - inefficienze o squilibri dei loro servizi sanitari". Proprio sull'utilizzo di tali fondi, evidenzia, "chiediamo alle Regioni di fare chiarezza". Fra le prestazioni che la nuova proroga rende inesigibili, spiega Mandorino, "vi saranno ad esempio le prestazioni di procreazione medicalmente assistita, la diagnosi e monitoraggio della celiachia, gli screening neonatali per alcune patologie, gli ausili informatici e di comunicazione per disabili, i presidi avanzati per le disabilità motorie. Ed in particolare i cittadini del nostro Paese continueranno a non avere accesso alle prestazioni più innovative, come strumenti e software di comunicazione alternativa ed aumentativa per persone con gravi disabilità e i dispositivi per il puntamento con lo sguardo; sollevatori fissi e carrelli servoscala per ambienti interni; protesi di tecnologie innovative; nell'ambito della diagnostica e specialistica restano non garantite ad esempio l'adroterapia per tumori, gli esami per la diagnosi di celiachia, alcune prestazioni di genetica, le videocapsule monouso per diagnosi di patologie intestinali". 
   

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