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La cosmesi made in Italy sempre più sostenibile

La cosmesi made in Italy sempre più sostenibile

Strategie e regole UE al congresso Cosmetica Italia a Cosmoprof

BOLOGNA, 23 marzo 2024, 00:23

di Agnese Ferrara

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

Definire 'green' o 'amico dell'ambiente' un prodotto cosmetico può non bastare a renderlo sostenibile nella realtà. Slogan e definizioni vanno supportate da prove e documentazioni che attestino il reale impegno dei brand sul fronte del rispetto ambientale. Per fare chiarezza e per combattere il ricorrente fenomeno del greenwashing a livello mondiale vengono in aiuto le più recenti strategie e regole messe in atto da Cosmetica Italia, associazione nazionale delle imprese della cosmesi, presentate il 22 marzo in occasione del convegno 'cosmetici green: progettare e comunicare la sostenibilità' coordinato dall'area tecnico normativa dell'associazione e svolto in occasione di Cosmoprof Worldwide in corso alla fiera di Bologna.
    "La sostenibilità è un imperativo e tema strategico per il settore cosmetico - ha spiegato Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia. - Il fatturato dei cosmetici a connotazione naturale e sostenibile cresce in modo evidente ed è ora pari al 25% del mercato, superando i 3,1 miliardi di euro nell'ultimo anno. La sostenibilità vale per il 58% del segmento e il suo peso è cresciuto dell'8% nel 2023. I consumatori chiedono di essere aggiornati e informati ed è fondamentale che le aziende comunichino i propri valori e le caratteristiche dei loro prodotti che includono principi di sostenibilità reali e verificabili. I prodotti europei, quindi italiani, sono tra i più regolamentati al mondo su questo fronte".
    Ha precisato Vincenzo Guggino, segretario generale Iap (Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria): "In attesa della più stringente direttiva europea specifica sui 'green claims', ancora in corso di definizione, già la norma Ue del 2024/825 e l'articolo 12 del codice di autoregolamentazione Iap definiscono chiaramente che qualsiasi slogan ambientale debba essere supportato da prove scientifiche fondate e pertinenti. Non si possono usare definizioni generiche del tipo 'amico per l'ambiente' se non si dimostra e claim e loghi relativi vanno approvati dagli enti riconosciuti".
    "I consumatori non dovrebbero limitarsi a guardare se un prodotto è green o biologico. Il processo di sostenibilità è una strategia globale che può essere conosciuta meglio e che si estende a tutta la filiera, dall'origine delle materie prime ai processi di produzione, alla scelta del packaging ai bilanci e al rispetto dei lavoratori", ha sottolineato Gian Andrea Positano, responsabile centro studi di Cosmetica Italia. Al convegno sono state presentate anche le iniziative intraprese dal comparto europeo delle industrie della cosmesi afferenti al gruppo Cosmetic Europe e che includono i principi del 'Commit for our planet' , progetto volto a valutare l'impronta ambientale sul clima, packaging e consumo delle risorse naturali del settore beauty e del gruppo 'Eco beauty score consortium', consorzio che riunisce oltre 70 aziende ed associazioni nella realizzazione di un sistema comune per valutare l'impatto ambientale dei prodotti cosmetici con un sistema a punteggio.
   

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