/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Le donne trasfigurate dell'iraniana Sahar Khalafi

Le donne trasfigurate dell'iraniana Sahar Khalafi

'Istinto Sano', mostra alla Galleria Art G.A.P. di Roma

ROMA, 27 gennaio 2023, 20:16

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA - Aggressive e umiliate, sfrontate e represse: sono le donne ritratte dalla giovane artista iraniana Sahar Khalafi, protagoniste della mostra 'Istinto Sano' alla Galleria Art G.A.P. di Roma. La mostra, curata da Federica Fabrizi e con i testi dell'architetto e museografo Paolo Martellotti, è aperta al pubblico fino al 17 febbraio. Nata a Teheran nel 1997, Sahar Khalafi a 19 anni scopre il suo talento per l'arte e inizia a collaborare con diverse gallerie nella sua città natale; intraprende un viaggio in Italia - oggi vive e lavora a Firenze - «dove incontra lo spirito del Surrealismo che percorre la cultura europea da Bosch a Dalì». E' così che descrive il suo stile Paolo Martellotti, che invita a scoprire l'artista: «Sahar usa il segno piatto e rapido della grafica, come se la velocità fosse l'unica chiave adatta a fissare i dettagli dei sogni che si manifestano nel breve spazio di tempo che intercorre fra il sogno e la memoria cosciente. Ma poi le stesure di colore a campiture piatte, il complesso decoro ottenuto dall'impazzito moltiplicarsi di dettagli spesso raccapriccianti, sembrano voler recuperare la lentezza del disegno di un tappeto e segnare il tempo necessario al passaggio fra l'inconscio e la coscienza della superficie sotto la propria mano […] La grammatica è secca e senza segreti e le parole senza ombra e senza chiaroscuro diventano figure, personaggi ricorrenti che appaiono e scompaiono disegno dopo disegno, come altrettante maschere scese dal carro di Tespi a interpretare ruoli diversi. Maschere a cui Sahar, mentre toglie il velo davanti ai propri occhi, tenta di strappare il sipario che nasconde le ambiguità e le miserie. […] Negli interstizi tra l'essere e l'apparire Sahar tratteggia le sue protagoniste che ostentano maternità desiderate o subite, femminilità aggressive o umiliate, sessualità sfrontate o represse. E fra tutte queste maschere, indossa e toglie le proprie».
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza