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Mediterraneo su di 1 metro entro il 2100, coste italiane a rischio VIDEO

Mediterraneo su di 1 metro entro il 2100, coste italiane a rischio VIDEO

Venezia e Metaponto osservati speciali. Ingv, tagliare emissioni

18 giugno 2022, 09:46

Elisa Buson

ANSACheck

L’erosione della costa ad Acquacalda, Lipari (fonte: ©Savemedcoasts) - RIPRODUZIONE RISERVATA

L’erosione della costa ad Acquacalda, Lipari (fonte: ©Savemedcoasts) - RIPRODUZIONE RISERVATA
L’erosione della costa ad Acquacalda, Lipari (fonte: ©Savemedcoasts) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Entro il 2100 il livello del mare Mediterraneo potrebbe aumentare da 60 fino a 100 centimetri per colpa del riscaldamento globale: a rischio più di 38.000 chilometri quadrati di coste (una superficie quasi pari a quella della Svizzera), dove aumenteranno le aree sommerse e saranno amplificati gli effetti di mareggiate e tsunami con conseguente rischio di inondazione marina. E' quanto emerge dalla conferenza di presentazione dei risultati finali del progetto europeo Savemedcoasts-2 (Sea Level Rise Scenarios Along the Mediterranean Coasts-2), condotto da un consorzio internazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Il progetto Savemedcoasts-2


"Tra il 2013 e il 2021 il livello medio del mare globale è aumentato di circa 4,5 millimetri all’anno, e questo incremento è in accelerazione, anche nel Mediterraneo", osserva Marco Anzidei, ricercatore dell’Ingv e coordinatore del progetto. "Gli aumenti attesi variano da luogo a luogo, con valori minimi che vanno da circa 65 centimetri, dove le coste non sono soggette a subsidenza (abbassamento del suolo) o movimenti geologici, fino a superare ampiamente il metro".

Gli esperti di Savemedcoasts-2 hanno elaborato queste stime attraverso analisi di dati satellitari, reti di monitoraggio geofisico e laser da aerei, incrociati coni dati climatici del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc). In particolare, hanno preso in considerazione sei casi di studio corrispondenti ad altrettante zone a rischio: il delta del fiume Ebro in Spagna, la laguna di Venezia e l’area di Metaponto in Italia, la pianura di Chalastra in Grecia, il delta del fiume Rodano in Francia e il delta del fiume Nilo in Egitto. 

La simulazione relativa alle coste del Mediterraneo


A Venezia il livello medio del mare potrebbe salire di 72 centimetri: ciò equivale a dire che piazza San Marco potrebbe essere quasi perennemente allagata in assenza del Mose. Le paratie dovranno dunque alzarsi sempre più spesso, anche per proteggere la laguna, dove gli scenari sono ancora più foschi: l'isola di Sant'Erasmo, per esempio, rischia di essere completamente sommersa.

Secondo i calcoli degli esperti, nello scenario climatico più favorevole, entro il 2100 l’aumento del livello medio del mare a Venezia potrebbe raggiungere i 45 centimetri. Nello scenario più pessimistico, invece, potrà salire fino a 84 centimetri rispetto a quello del 2005.

"Tutta la laguna è a rischio - afferma Marco Anzidei - anche se l'isola di Venezia potrà subire effetti leggermente inferiori per via della sua minore subsidenza", con un abbassamento del suolo che è in media pari a circa 1,5 millimetri all'anno. "Grazie ai dati satellitari siamo riusciti a misurare la velocità di subsidenza con una precisione millimetrica, stimando l'innalzamento dei mari nei diversi scenari climatici dell'Ipcc". 

Non solo Venezia: in Italia l'innalzamento del mare minaccia anche altre coste come quella ionica di Metaponto, dove il livello medio potrebbe salire fino a un massimo di 80 centimetri entro il 2100 per colpa del riscaldamento globale. Oltre 500 ettari di territorio sarebbero così esposti al rischio di inondazioni per esondazioni fluviali e mareggiate.

"La zona del Basento presenta una forte erosione costiera: il retroterra, che si trova dietro una fascia di dune, è più basso del livello del mare: questo significa che se il mare dovesse alzarsi superando questa barriera, potrà allagare diversi chilometri quadrati di costa", continua Marco Anzidei dell’Ingv. "La fascia costiera qui è molto lunga e non possiamo pensare di proteggerla costruendo barriere come il Mose di Venezia: per questo serve una forte riduzione dei gas serra, una strategia globale che parte dai nostri comportamenti quotidiani. Proprio per aumentare questa consapevolezza, il progetto Savemedcoasts-2 si è impegnato in un’intensa attività di divulgazione a partire dalle scuole: ancora oggi nei libri scolastici si parla di cambiamento climatico facendo riferimento alla siccità e alla desertificazione, ma in realtà bisogna considerare anche i forti impatti ambientali e socio-economici che potranno derivare dall'innalzamento dei mari".

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