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Mulè, Istituti di Cultura certifichino conoscenza dell'Italiano

Mulè, Istituti di Cultura certifichino conoscenza dell'Italiano

Pdl di FI alla Camera, aumentare gli enti certificatori

ROMA, 27 settembre 2023, 17:30

Redazione ANSA

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Riconoscere anche agli Istituti italiani di cultura all'estero la funzione di enti certificatori della conoscenza della lingua italiana: lo prevede una proposta di legge che è stata depositata alla Camera da Giorgio Mulè (Fi).
    Ad oggi, la certificazione della conoscenza della lingua italiana la rilasciano quattro enti: la Società Dante Alighieri, l'Università per Stranieri di Perugia, l'Università per Stranieri di Siena e Università degli Studi Roma Tre. Non possono, invece, emettere il documento che, tra l'altro, è necessario per chiedere la cittadinanza italiana, gli 84 Istituti di Cultura italiana sparsi in tutto il mondo: istituzioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale che rappresentano un punto di riferimento gli italiani all'estero e per chiunque voglia coltivare un rapporto di tipo culturale con il nostro Paese.
    Oltre ad organizzare eventi per promuovere la cultura italiana nei cinque continenti, gli Istituti offrono istituzionalmente corsi di lingua italiana che sono molto frequentati. Tuttavia queste Istituzioni al momento non possono certificare la conoscenza dell'Italiano: neanche quella di chi frequenta i loro corsi che sono, appunto, finanziati, organizzati e sostenuti dallo Stato. Da qui la proposta di legge, che Mulè presenta "nella consapevolezza che la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo costituiscono una componente strategica della politica estera del nostro Paese".
    "L'insegnamento della lingua italiana nel mondo - spiega Mulè - si diffonde e sviluppa ogni giorno di più e ed è decisivo per i progetti di sviluppo culturale di lungo periodo del nostro Paese riguardanti le nazioni estere". Inoltre, sostiene, "la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo è fortemente connessa con il mondo dell'arte. A ciò si aggiunge il valore che assume, in termini di ritorno per l'intera economia del Paese, in stretta relazione con la produzione Made in Italy e dell'agroalimentare. Parliamo, quindi, di relazioni commerciali e intellettuali di interscambio e di comunicazione tra nazioni grazie all'uso e alla padronanza dell'italiano".
   
   

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