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Quadro 'complicato' per l'editoria umbra

Quadro 'complicato' per l'editoria umbra

Presentato il primo Rapporto dell'Osservatorio sull'occupazione

PERUGIA, 28 novembre 2023, 15:37

Redazione ANSA

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L'Umbria dell'editoria e dell'informazione è una regione povera di lettori, vista la domanda in declino, con imprese del settore fragili e vulnerabili economicamente, con la categoria dei giornalisti però consistente nei numeri, superiori ad altre regioni, ma allo stesso tempo sottopagata. Infine, anche con un intervento pubblico a supporto che resta limitato.
    È il quadro "complicato e per alcuni versi drammatico" che emerge dal primo Rapporto redatto dall'Osservatorio sull'occupazione e l'editoria dell'Umbria voluto per tracciare l'andamento economico e non solo del settore dal 2019 al 2022, e per monitorarlo, mettendolo a confronto con quello di altre regioni del Centro Italia (Toscana, Marche e Abruzzo).
    Lo studio - condotto dalla Camera di commercio dell'Umbria, in collaborazione con l'Università di Perugia, il Corecom Umbria, l'Ordine dei giornalisti dell'Umbria e l'Associazione stampa umbra - è stato illustrato a Perugia nella sede della Camera di commercio.
    Per il presidente dell'Odg Mino Lorusso, "l'indagine ci dà una fotografia dell'Umbria pessima e da sottosviluppo soprattutto dove entra in gioco la contrattazione".
    Il rapporto è corredato di dati sia tratti dai bilanci delle aziende di fonte Infocamere, sia più generale che prendono in considerazione molti parametri tra cui l'evoluzione negli anni del numero di aziende editoriali, degli addetti, degli indici di diffusione e lettura nelle regioni, dei contributi pubblici al settore e così via.
    In Umbria, come ha ricordato il professor Luca Ferrucci di Unipg illustrando il report, il numero dei lettori è inferiore a quello medio del Centro Italia, per un dato, quello del calo della domanda dei prodotti editoriali, definito "preoccupante e poco confortante".
    Sottolineando poi come quello dei principali quotidiani sia un lettore non giovane e non acculturato, per Ferrucci la sfida da lanciare è quella "per una maggiore qualità dell'informazione, che guardi non solo alla cronaca ma a notizie che facciano pensare e riflettere".
    Per la presenza di giornalisti invece il dato relativo umbro in rapporto alla popolazione è il più alto delle altre regioni.
    Allo stesso tempo però la retribuzione è bassa (in media è di 29.900 euro lordi annui).
    In merito alle imprese dell'editoria in Umbria c'è una tenuta per numero (in rapporto alla popolazione però è inferiore rispetto alle altre regioni) e occupati nel settore.
    Imprese che inoltre, come ha evidenziato ancora Ferrucci, hanno una fragilità economica e finanziaria data dai pochi profitti: "Negli anni analizzati le imprese hanno conseguito sempre una redditività negativa quindi chi investe nell'editoria non lo fa per guadagnare soldi ma per altri motivi".
    Sul fronte dei contributi pubblici, inoltre, l'Umbria è la regione con meno sussidi, secondo Ferrucci "o per demerito delle imprese o per le regole restrittive". "Se dobbiamo cercare una luce in Umbria relativamente a chi prende contributi pubblici questa si contraddistingue più per la radio che per giornali e tv" ha aggiunto.
    Infine, nel settore dove si allargano gli spazi lavorativi per giornalisti ma anche per esperti di comunicazione, come quello di pubbliche relazioni e comunicazione per istituzioni o aziende, il reddito annuo è di 7.700 euro: "Una nuova forma di schiavitù intellettuale" come ha sottolineato Ferrucci. "Se le pubbliche amministrazioni sono le prime a fuggire dalle regole questo diventa un problema" ha poi commentato Lorusso.
    Per il presidente di Asu Umbria, Massimiliano Cinque, "il nostro settore, in declino decenni, è uno di quelli più in crisi ma a tutti sfugge questo fatto". "Un settore lento negli investimenti, nel modernizzarsi e sotto l'aspetto dei contratti - ha detto - con la qualità professionale che deve corrispondere ad una adeguata retribuzione, un tema di cui tutti insieme, con il sindacato in primis, ci dobbiamo fare carico".
    I dati - è stato poi spiegato - serviranno per sostenere e sviluppare, attraverso l'individuazione di strumenti operativi, "uno dei comparti più importanti e delicati per la tenuta del 'sistema Umbria' nel suo insieme, sia sotto l'aspetto informativo che sociale, culturale e, non ultimo, legato alla qualità della vita democratica e alla tutela della libertà e dei diritti dei singoli".
    Secondo il presidente Odg Lorusso, l'impegno comune deve essere quello "di alzare la qualità dell'informazione".
    Oltre ad annunciare che sarà attivato un tavolo con la Regione, l'incontro è stato anche l'occasione per avviare ufficialmente, da parte di Odg e Asu, l'attività dell'Osservatorio permanente sull'occupazione e l'editoria, l'organismo che avrà il compito di operare per la salvaguardia, sotto tutte le forme, del sistema informativo umbro.
   

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