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Discriminazione delle donne al lavoro, 'barriere invisibili'

Discriminazione delle donne al lavoro, 'barriere invisibili'

Convegno a Perugia della Camera di commercio dell'Umbria

PERUGIA, 23 novembre 2023, 16:08

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Discriminazione delle donne sui posti di lavoro, la barriera visibile è di fatto abbattuta ma resistono le barriere non visibili. Serve implementare la normativa e servono informazione, formazione e conoscenza. Una rivoluzione culturale in corso, ma c'è ancora molto da fare": è il messaggio che arriva dall'incontro dal titolo "La discriminazione di genere nei luoghi di lavoro - prevenire, riconoscere, contrastare", che si è svolto a Perugia nel Centro congressi della Camera di commercio dell'Umbria, organizzato dall'ente camerale insieme al Comitato unico di garanzia e al Comitato per l'imprenditoria femminile in vista della "Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne".
    Le barriere invisibili - è stato detto - si abbattono se si rafforza costantemente l'impegno corale per l'affermazione della parità all'interno della società e delle organizzazioni lavorative affinché l'agire collettivo effettivo e diffuso garantisca la piena tutela della parità della persona. Occorre quindi sostenere il percorso di trasformazione culturale e organizzativa attraverso politiche sempre più' mirate, azioni convergenti e sviluppo di strumenti di supporto per il contrasto al pregiudizio negativo.
    Insomma, un lavoro da fare a vari livelli: con l'implementazione della normativa, stringendo sempre più sul suo rispetto e con un'incessante attività d'informazione, formazione e conoscenza. Un lavoro corale, che richiede la convergenza di tante competenze e volontà, di battaglie legislative come di battaglie culturali.
    "La discriminazione nei confronti delle donne - ha affermato il presidente della Camera di commercio dell'Umbria, Giorgio Mencaroni - continua a costituire una barriera invisibile, ma ben presente, negli ambienti di lavoro. Il gap gender non solo è una chiara ingiustizia, ma rende meno competitive le imprese, come dimostrano tutti gli studi che pongono una correlazione diretta tra le pari opportunità e tassi di maggiore di crescita aziendale. Peraltro, le aziende dove il gender gap è annullato sono molto più resilienti rispetto alle altre".
    I saluti istituzionali sono stati portati anche da Dalia Sciamannini, presidente del comitato imprenditoria femminile dell'ente camerale ("sulla discriminazione delle donne nei luoghi di lavoro è l'ora di fare un balzo decisivo in avanti, dopo i progressi compiuti negli ultimi venti anni"), e da Giuliana Piandoro, presidente del comitato unico di garanzia della Camera di commercio dell'Umbria ("molto è stato fatto, ma molto resta ancora da fare. Incontri come questo sono una spinta importante per arrivare a cogliere l'obiettivo di gender-gap zero").
    Numerose - riferisce una nota della Camera di commercio dell'Umbria - le relazioni tecniche. Tra gli altri, Andrea Benedetti, responsabile dell'Ispettorato territoriale del lavoro di Perugia, ha illustrato l'attività dell'Ispettorato nazionale del lavoro per la tutela e vigilanza sui fenomeni discriminatori, mentre Fausto Lamparelli, questore di Perugia, ha affermato - all'interno di una relazione che ha toccato molti punti - che "vergogna e speranza di uscirne sono i due principali motivi che portano le donne a non denunciare abusi e violenze subite", ribadendo che "i centri di ascolto sono fondamentali". Pietro Bussotti, consigliere del consiglio nazionale Ordine degli psicologi, ha sottolineato che "esiste anche la discriminazione indiretta, strutturale, che non sembra neanche tale". E ancora: "Il sistema tende a reagire al cambiamento".
    Marilina Labia, Dirigente SiCamera-Unioncamere, ha invece spiegato che la certificazione di genere è una grande opportunità per le imprese. Michele Michelini, direttore Sviluppo economico della Regione, ha portato il saluto della presidente Donatella Tesei e ha ricordato che "la Regione Umbria ha previsto importanti risorse per la parità di genere".
   

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