Economia

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Nuveen punta sull'impact investing

Quando si parla di investimenti ESG non esiste una definizione univoca: ogni società, in ogni regione, ha un suo framework e un suo sistema di valutazioni, per cui diventa difficile spesso stabilire un perimetro preciso. In questo ambito si distingue l’impact investing, che si riferisce invece agli investimenti il cui impatto deve essere intenzionale, misurabile e addizionale rispetto agli investimenti tradizionali. Un segmento particolarmente importante per Nuveen, asset manager statunitense controllato da TIAA, (Teachers Insurance and Annuity Association of America), che gestisce circa 18,4 miliardi di dollari di asset in strategie obbligazionarie a impatto.

 

“Essere investitori a impatto significa avere un controllo sul capitale, indirizzare gli investimenti verso obiettivi specifici ed aiutare a ottenere specifici risultati” spiega Alan Papier, institutional product specialist di Nuveen. “Nuveen ha iniziato a investire nel reddito fisso sostenibile nel 1990, anche dietro la spinta di TIAA, ma inizialmente con un approccio solo di esclusione. Nel tempo è cresciuta la volontà di essere più intenzionali nelle decisioni di investimento, e con l’ingresso di Steve Liberatore come lead portfolio manager nel 2004, e di Amy O’Brien, head of responsible investing team, è iniziato un processo di istituzionalizzazione dell’approccio all’ESG/impact investing nel reddito fisso, che ha portato alla creazione del framework proprietario di impatto che viene utilizzato oggi”.

 

Entrando più nel dettaglio dei pilastri su cui si basa l’impact investing, nel Nuveen Global Core Impact Bond Fund (e analogamente al US Core Impact bond), l’asset manager seleziona i titoli da inserire in portafoglio nell’universo del reddito fisso globale utilizzando criteri “diretti e misurabili”, così come sono stati stabiliti nel framework nel 2007. Con “diretti” si intende che l’utilizzo dei proventi deve essere allineato in maniera chiara con almeno uno dei quattro temi di impatto selezionati da Nuveen, due nell’ambito sociale (edilizia popolare, e sviluppo sociale ed economico delle comunità svantaggiate) e due nell’ambito ambientale (energie rinnovabili e cambiamenti climatici, e risorse naturali). “Misurabili” si riferisce al fatto che gli emittenti devono fornire una reportistica di impatto almeno una volta l’anno, basata su metriche concrete o key performance indicators. “Sosteniamo la necessità di misure di valutazione e standard di rendicontazione dell’impatto sempre più rigorosi e trasparenti come parte del nostro impegno con gli emittenti e con i gruppi dell’industria” evidenzia Papier.

 

Per fare qualche esempio concreto, Nuveen ha investito nella “blue economy” inserendo in portafoglio un Blue Bond emesso dalla Repubblica delle Seychelles, progettato per sostenere la pesca sostenibile e progetti marini in Paesi le cui economie dipendono principalmente dalla salute dei mari e degli oceani. L’emissione è in parte garantita dalla Banca mondiale e dalla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, che supporteranno anche il governo delle Seychlelles a realizzare la reportistica d’impatto nel corso della vita dell’obbligazione.

 

Un altro esempio è quello del Wildlife Conservation Bond, noto anche come “Rhino Bond”, collocato dalla Banca Mondiale per sostenere gli sforzi del Sud Africa nella salvaguardia e la protezione della fauna selvatica dall’estinzione, e nel quale Nuveen è il maggiore investitore (con 50 milioni di dollari, su un’emissione complessiva di 150 milioni. “Ci siamo impegnati per mesi a controllare sia la struttura dell'accordo che la scienza degli animali. Storicamente, ogni anno venivano elargiti fondi per sostenere la protezione dei rinoceronti e per i programmi di riproduzione nelle riserve naturali” spiega Papier. “Tuttavia si tratta di denaro che viene concesso senza che ci sia alcuna rendicontazione in termini di misurazione dello stato di salute e della crescita della popolazione dei rinoceronti. Questa obbligazione invece, a scadenza quinquennale, pagherà un rendimento ai propri investitori in funzione del tasso di crescita della popolazione in questo periodo”. Il successo finanziario è strettamente legato quindi al successo ottenuto sul campo.

 

“Ci piacciono le strutture come questa perché gli incentivi sono allineati: un risultato positivo viene premiato” sottolinea Papier. “Il contrario di quanto avviene con i Sustainability Linked Bond (SLB), dove invece l’aumento della cedola è una penalizzazione dell’emittente che non raggiunge l’obiettivo prefissato. Questa penalizzazione è positiva per l’investitore, che riceve una cedola più corposa, ma è negativa per l’impatto/risultato, dato che l’emittente fallisce nel raggiungerlo. Preferiamo essere parte di accordi unici come questo, che innescano un circolo virtuoso” conclude Papier.

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