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The Land of dreams, sogni di un musical made in Italy

In sala opera prima di Nicola Abbatangelo con Shulha e Blagden

 "Mostrare come sognare sia una cosa seria: può essere la via per guardare a un mondo che ci piacerebbe costruire, ma può anche portare a vivere un'illusione". E' questo per Nicola Abbatangelo, il senso della sua opera prima, il musical The land of dreams, che dopo aver debuttato alla Festa di Roma in Alice nella città è appena arrivato in sala con 01 Distribution. Il film (prodotto da Lotus Production, società della Leone Film Group e Rai Cinema in associazione con 3 Marys Entertainment) lancia una sfida inedita per il panorama italiano, un musical (budget di 6 milioni di euro) con coreografie e canzoni originali (firmate da Fabrizio Mancinelli) e una componente fantasy, girato in inglese, ambientato nella New York dei primi anni '20 (set principale in Bulgaria) con un cast di attori italiani e internazionali, che insieme ai due protagonisti, Caterina Shulha e George Blagden (Les Miserables) comprende, fra gli altri, Kevin Guthrie, Paolo Calabresi, Marina Rocco, Ryan Reid, Carla Signoris, Stefano Fresi e Edoardo Pesce.

Nella storia, la New York del 1922 fa da sfondo all'incontro fra Eva (Shulha), giovane immigrata italiana che lavora come lavapiatti nelle cucine del locale Choo Choo Train, e il pianista Armie (Blagden), reduce da un duro trauma vissuto durante la guerra e con un potere nascosto: poter materializzare i sogni. Una capacità, con dei lati oscuri, che permette ad Eva di provare a realizzare il suo sogno, quello di diventare cantante. "La mia famiglia ha un'agenzia di spettacolo che organizza eventi teatrali e musicali. Amo da sempre la commistione di generi, unire musica, storia e fotografia - aggiunge Abbatangelo -. L'avevo già fatto nel mio primo cortometraggio, Beauty. Il produttore Marco Belardi l'ha visto e mi ha proposto di provare a fare allo stesso modo un film". Il genere del musical, per il cineasta, "non ha attecchito in Italia perché non siamo stati in grado di adattare l'opera al popolo come invece si è fatto in altri Paesi - sottolinea -. Io sono cresciuto amando la magia del cinema, attraverso le videocassette che noleggiava mia madre, spesso film di Spielberg. Spero esistano anche oggi bambini che dicano 'wow' di fronte a quel tipo di emozioni". Fra i modelli per The land of dreams, ci sono Moulin Rouge di Baz Luhrmann e Les Miserables di Tom Hooper, "per il modo nel quale show e musica sono perfettamente integrati nella storia" spiega il regista. The Land of Dreams "ha nelle corde un cinema di intrattenimento bello e di qualità - sottolinea il presidente di Rai Cinema Paolo Del Brocco -. E' giusto investire anche su registi fuori dal coro come Abbatangelo, capaci di realizzare una storia internazionale". Per Caterina Shulha, il film in sé è la realizzazione di un sogno: "Non avevo mai recitato in inglese e l'ho fatto accettando una bellissima sfida, girare un musical italiano". Mentre Blagden (anche fra gli interpreti di serie come Vikings e Versailles) da sempre è interessato a dare volto a "esseri umani tormentati. E' molto difficile trovare una storia come questa, piena di positività, speranza e gioia, ma che contenga anche elementi dark. Armie è un uomo che può superare il suo trauma solo quando incontra l'amore. Un personaggio così è un regalo prezioso per un attore".
   

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