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Ci giudicheranno i bambini, Luigi Brugnaro si racconta

Il sindaco di Venezia si mette a nudo con Stefano Lorenzetto

LUIGI BRUGNARO CON STEFANO LORENZETTO, CI GIUDICHERANNO I BAMBINI. DALL'AZIENDA ALLA POLITICA, UNA VIA PER L'ITALIA (Marsilio, pp.192, 16 euro)

"Farlo presto, farlo bene, farlo insieme". È forse proprio questo l'imperativo che in ogni parte della sua vita, professionale, politica e personale, Luigi Brugnaro - fondatore di Umana, agenzia per il lavoro interinale, imprenditore prestato alla politica, sindaco di Venezia e presidente di Coraggio Italia, tra i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni del 25 settembre - ha sempre tentato di seguire, quasi come un mantra. Una filosofia, la sua - di efficienza, ma anche di umanità - che traspare in ogni pagina di "Ci giudicheranno i bambini", la lunga intervista sotto forma di libro con il giornalista Stefano Lorenzetto (dal 6 settembre in libreria con Marsilio).
    Una biografia appassionata in cui Brugnaro, "il sindaco più amato d'Italia", si racconta senza troppi filtri, con una sincera voglia di mettersi a nudo: un botta e risposta ben riuscito, con Lorenzetto che lo incalza attraverso domande ben poste (alcune più studiate, altre più di getto) e il protagonista che risponde senza risparmiarsi. Il risultato è una storia che parte da lontano, da una famiglia modesta ma ricca di valori e dignità (il padre comunista cattolico, sindacalista e poeta; la madre maestra elementare, che ha lottato per la propria indipendenza economica in anni in cui la scelta di essere una donna-mamma lavoratrice non era vista di buon occhio) e da quel Veneto operoso, all'inizio diffidente ma poi pieno di cuore, a cui Brugnaro è visceralmente attaccato. "Per convincermi all'impresa editoriale, in meno di un'ora Brugnaro mi ha esposto la propria visione di Venezia, del Veneto, dell'Italia, dell'Europa, del mondo. È mancato solo un excursus sull'aldilà, però mi ha anticipato che avrebbe rimediato in questo volume", scrive scherzosamente nell'introduzione Lorenzetto, ma di fatto non si discosta poi troppo dalla realtà.
    Perché Brugnaro nel libro affronta davvero molti temi, alcuni tra i più seri degli ultimi tempi, come guerra e crisi economica, descrivendo propositi, principi e linee di azione.
    Se lo sguardo parte dalla realtà a lui più vicina - Venezia e il Veneto - poi la prospettiva si allarga al Paese intero, per il quale lancia idee e progetti, sempre pensando al benessere della comunità, alla dignità delle persone (che passa dal lavoro) e al coinvolgimento dei giovani, soprattutto ora, in un momento storico complesso come quello che stiamo vivendo.
    Conversando, il sindaco-imprenditore e Lorenzetto mescolano temi e piani temporali, in un racconto vasto e vario, con spunti interessanti e tanti ricordi che si inseguono, dalla facoltà di architettura frequentata da Brugnaro in gioventù alle sfide imprenditoriali vinte, dalle battute d'arresto all'avventura con la Reyer, storica squadra di basket veneziana riportata al successo e trasformata in un grande progetto civico e sociale.
    Sul suo impegno politico, il presidente di Coraggio Italia sembra non avere dubbi: "Io voglio fare politica con queste persone: lavoratori, imprenditori, gente che ha uno sguardo positivo e in politica non si comporta diversamente da come si comporta nella vita", si legge. "Anche a me hanno detto che in politica vigono regole diverse da quelle della vita normale, ma io non mi sono adeguato all'andazzo generale". 
   

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