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Archeologia, reperti di Altino vengono analizzati in 3D

Archeologia, reperti di Altino vengono analizzati in 3D

Collaborazione tra Ca' Foscari Venezia e Università di Warwick

VENEZIA, 23 novembre 2023, 11:18

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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L'analisi di alcuni reperti romani è al centro di una collaborazione tra l'Università Ca' Foscari Venezia e quella di Warwick (Gran Bretagna), nell'ambito di un progetto di ricerca che potrebbe portare nuove modalità di fruizione culturale nei musei del XXI secolo. Gli storici dell'ateneo veneziano stanno lavorando con i colleghi inglesi per scansionare e analizzare reperti della Venezia antica, romana e preromana. Gli oggetti vengono scansionati in 3D e in realtà virtuale. Anziché essere osservati in teche di vetro, i reperti riprodotti in questo modo potrebbero essere maneggiati virtualmente dai visitatori, traendone un'esperienza completamente nuova. Nel caso di oggetti fragili o molto antichi, impossibili da far maneggiare al pubblico, questa possibilità sarebbe particolarmente significativa. La collaborazione tra Ca' Foscari e Warwick si concentra su una trentina di oggetti di ambito religioso provenienti dall'insediamento romano di Altino, antenata della città di Venezia, area più grande di Pompei ma ancora in larga parte non scavata, tanto che i ricercatori ipotizzano vi sia un vero e proprio "giacimento" di reperti ancora da scoprire. Durante l'Impero Romano, Altino si sviluppò fino a diventare un fiorente centro commerciale, noto soprattutto per l'ambra e per i cavalli, preziosi e apprezzati in tutta Europa. Alla caduta dell'Impero, si ritiene che i profughi di Altino abbiano contribuito alla fondazione di Venezia. Gli oggetti al centro della collaborazione risalgono al periodo romano e preromano, e anche all'epoca dei Venetii, che furono assimilati all'Impero Romano nel corso dei secoli. I manufatti sono analizzati dagli storici di Ca' Foscari, mentre gli ingegneri di Warwick utilizzano le tecnologie di imaging per scansionarli ad altissima definizione. Questo aiuta gli storici a leggere la scrittura dell'epoca, ed è particolarmente importante in caso di oggetti molto rovinati o ridotti in frammenti. I risultati del progetto, dal titolo "SaInAT-Ve. Sacred Inscriptions from the Ancient Territory of Venetia", saranno illustrati in un convegno, domani a Venezia.
   

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