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Arte e Musica sui Tarocchi danteschi di Wolfango

Il 10 febbraio in San Colombano a Bologna

(ANSA) - BOLOGNA, 09 FEB - Tra le nuove iniziative che la curatrice del Museo di San Colombano - Collezione Tagliavini di Bologna, Catalina Vicens, ha pensato per rendere quel luogo più attraente e allargarne la fruizione da parte del pubblico, vi è senza dubbio il ciclo di concerti dedicati alla musica e all'arte che si apre domani 10 febbraio alle 20.30. Questo primo appuntamento si ispira e si affianca alla mostra Il Dante di Wolfango (visitabile fino a domenica in Santa Maria della Vita per Genus Bononiae), concentrandosi in particolare sui Tarocchi di Dante e dei Fedeli d'Amore che l'artista bolognese dedicò negli anni '80 del secolo scorso all'opera del Sommo Poeta, illustrandoli in stile 'neogotico' e con evidenti richiami alla decorazione manoscritta dei secoli XIII e XIV. Catalina Vicens, Alighiera Peretti Poggi (la figlia di Wolfango) e l'attore Saverio Mazzoni hanno ideato un programma, 'Viaggio nei Tarocchi danteschi di Wolfango', che vuol essere una sorta di itinerario figurato che completa il composito approccio al testo dantesco da parte del pittore bolognese, artista affascinato dall'arte e dalla letteratura del medioevo.
    Il percorso circolare, che dalla carta della Luna torna agli astri e alla Luna medesima, propone per ogni lama un testo di prosa o poesia e un brano musicale, guidando lo spettatore in un dialogo emozionale che scaturisce dall'incontro tra le diverse arti. I riferimenti letterari, presentati dalla voce narrante di Mazzoni, vanno dalla stessa Commedia a Petrarca e Galilei senza trascurare le suggestioni offerte da autori più moderni quali Oscar Wilde, Garcia Lorca e Borges. La partitura musicale, eseguita da Catalina Vicens su un organo portativo medievale, si compone, invece, ad autori dei secoli XIII e XIV, per la maggior parte anonimi, tra cui spicca il nome di Guillaume de Machaut.
    Una proposta, insomma che permette a Genus Bononiae di unire le forze per un cartellone culturale sempre più ricco e al pubblico di tornare a fruire di una proposta che, seppure in maniera differente, una quindicina di anni fa portava al Teatro Comunale centinaia di spettatori desiderosi di conoscenza. (ANSA).
   

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