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Trovata in molecole circolari la firma di Parkinson e Alzheimer

Trovata in molecole circolari la firma di Parkinson e Alzheimer

Sono molecole circolari a lungo considerate spazzatura

20 settembre 2023, 10:10

Redazione ANSA

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È stata trovata la ‘firma’ dei neuroni, che descrive l’identità dei vari tipi di cellule presenti nel cervello (fonte: free via freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA

È stata trovata la ‘firma’ dei neuroni, che descrive l’identità dei vari tipi di cellule presenti nel cervello (fonte: free via freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA
È stata trovata la ‘firma’ dei neuroni, che descrive l’identità dei vari tipi di cellule presenti nel cervello (fonte: free via freepik) - RIPRODUZIONE RISERVATA

È stata trovata in molecole circolari la firma dei neuroni danneggiati dalle malattie di Parkinson e Alzheimer, ma anche dei diversi tipi di cellule nervose: sono molecole di Rna, il cugino a singola elica del Dna, che si dispongono però in maniera circolare e che a lungo sono state considerate ‘spazzatura’. Si apre così una nuova strada per la diagnosi ela comprensione di queste malattie neurogenerative. La scoperta si deve alla ricerca guidata dall'americano Brigham & Women’s Hospital di Boston ed è pubblicata sulla rivista Nature Communications.

I ricercatori guidati da Xianjun Dong hanno analizzato con un laser 190 campioni congelati di cervello umano post-mortem, leggendo poi le sequenze di tutti gli Rna circolari trovati. Hanno così scoperto che il 61% degli Rna circolari (o circRna) sono associati a disturbi cerebrali. In particolare, 4.834 di queste molecole sono risultate specifiche di neuroni che controllano il movimento, l’umore, la memoria e il linguaggio, e la cui degenerazione svolge un ruolo chiave nello sviluppo di disturbi neurologici. Quando gli autori dello studio hanno esaminato più a fondo questa connessione, hanno trovato che un numero sorprendente di geni del Parkinson e dell'Alzheimer producono Rna circolare.

“È stato sorprendente scoprire che gli Rna circolari definiscono l’identità dei neuroni molto meglio delle molecole lineari”, commenta Dong. “Hanno il potenziale per fungere da biomarcatori per specifiche cellule cerebrali implicate nelle fasi precoci di alcune malattie”, aggiunge Clemens Scherzer, co-autore dello studio. “Sono molecole che non possono essere scomposte facilmente: questo potrebbe renderle uno strumento potente per trasportare terapie mirate all’interno del corpo. Potrebbero essere riscritte in laboratorio – conclude Scherzer – ed essere sfruttate come farmaci del futuro”.

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