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Rischio pensieri suicidi, sotto indagine farmaci per dimagrire

Rischio pensieri suicidi, sotto indagine farmaci per dimagrire

Medicinali assunti da 20 milioni di persone l'anno usati anche per il trattamento del diabete di tipo 2

ROMA, 12 luglio 2023, 10:49

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Il comitato per la sicurezza dell'Agenzia Europea per i Farmaci sta esaminando i dati sul rischio di pensieri suicidari e pensieri di autolesionismo legato a medicinali noti come agonisti del recettore del GLP-1, usati per la perdita di peso e per il trattamento del diabete di tipo 2". Lo ha fatto sapere in una nota l'Ema che invita alla cautela: "Non è ancora chiaro se i casi segnalati siano collegati ai farmaci stessi, alle condizioni di base dei pazienti o ad altri fattori".
    La revisione, spiega l'agenzia, è stata avviata dall'agenzia del farmaco islandese, dopo segnalazioni di pensieri suicidari e autolesionismo in persone che assumevano farmaci a base di liraglutide e semaglutide. Finora sono 150 le segnalazioni recuperate e oggetto di analisi.
    "I farmaci liraglutide e semaglutide sono ampiamente utilizzati, con un'esposizione di oltre 20 milioni di pazienti l'anno", spiega l'Ema. I prodotti sotto indagine sono commercializzati con il nome di Saxenda, Wegovy e Ozempic.
    "Saxenda e Wegovy - illustra l'agenzia - sono autorizzati per la gestione del peso nelle persone obese o in sovrappeso", mentre "Ozempic è "autorizzato per il trattamento di adulti con diabete di tipo 2 non sufficientemente controllato, ma è stato utilizzato off-label per la perdita di peso".
    Al momento non è stato disposto nessun limite alla prescrizione e all'utilizzo di questi prodotti: infatti, precisa l'Ema, "la presenza di un segnale non significa necessariamente che un medicinale abbia causato l'evento avverso in questione".
    L'agenzia raccomanda comunque ai pazienti e agli operatori "di utilizzare gli agonisti del recettore del GLP-1 in conformità con le informazioni sul prodotto approvate" e di "segnalare alle autorità gli effetti collaterali sospetti".
    Le conclusioni dell'indagine sono attese per il prossimo novembre.
   

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