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La Ue e l'IA, una svolta epocale ma da regolamentare

La Ue e l'IA, una svolta epocale ma da regolamentare

Seminario dell'ANSA all'Eurocamera, con focus sull'informazione

17 novembre 2023, 10:45

Redazione ANSA

ANSACheck

Incontro ANSA - La fabbrica della realtà - RIPRODUZIONE RISERVATA

L'Intelligenza Artificiale, una svolta e una trasformazione tecnologica in cui si annidano opportunità e rischi. Ed è ancor più vero in un settore, quello dell'informazione, già stravolto (e travolto) dall'avvento di internet prima e dei social poi, non ancora pienamente avviatosi sulla strada della sostenibilità. Il seminario organizzato dall'ANSA presso la sede di Bruxelles del Parlamento Europeo - 'La Fabbrica della Realtà: Giornalismo e Informazione nell'era dell'IA Generativa - ha affrontato, coinvolgendo vari stakeholder, molti di questi temi, nella consapevolezza che il (buon) giornalismo è fondamentale per la tenuta delle democrazie.

In conversazione fra loro, nell'arco di due panel, Brando Benifei, europarlamentare PD/S&D nonché relatore del regolamento IA attualmente al centro di un complesso negoziato con il Consiglio Ue; Alessio Butti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'innovazione; Roberto Viola, direttore generale DG Connect; Federica Russo, studiosa dell'università di Utrecht; Luigi Contu, direttore dell'ANSA; Lucilla Sioli, direttrice per l'IA e l'industria digitale della Commissione Ue; Stefano De Alessandri, amministratore delegato dell'ANSA e Alfredo Maria Garibaldi, responsabile di Deloitte Artificial Intelligence&Data. A moderare Enrico Tibuzzi, responsabile della sede ANSA di Bruxelles, e Alessio Jacona, curatore dell'Osservatorio Intelligenza Artificiale di ANSA.it.

Minimo comun denominatore della discussione, l'importanza cruciale del legislatore perché l'IA sia propriamente regolamentata, a tutela in primis dei lettori-consumatori. E in questo l'Unione Europea farà da apripista a livello globale. 'L'AI Act in elaborazione in Europa è il primo regolamento al mondo e di questo dobbiamo essere orgogliosi', ha detto Alessio Butti reclamando però un certo margine di 'sovranità nazionale' nella sua attuazione. Benifei, ricordando che la dimensione europea è 'imprescindibile' per avere dei risultati efficaci, si è augurato che ci possa essere unità d'intenti coi governi dei 27 Paesi, incluso naturalmente quello italiano, per esempio 'sulla riconoscibilità dei contenuti generati dall'IA, con l'introduzione di un watermarking digitale, e sul copyright'. 'Siamo in una fase di negoziazione decisiva, proprio in queste ore, su temi vari per arrivare ad un accordo sul testo di legge finale', ha sottolineato Benifei. 'Ci sono temi che ci dividono, come quello della sorveglianza, del controllo biometrico, della polizia predittiva, e qui ci sono ancora delle distanze, che dovremo risolvere'.

L'IA, ha sottolineato De Alessandri, 'potrebbe rivoluzionare un aspetto fondamentale del giornalismo: la creazione del contenuto e non solo la distribuzione, come invece avvenuto in altri passaggi tecnologici, ad esempio l'arrivo del satellite o del web'. L'intervento del regolatore è quindi fondamentale, prima che sia troppo tardi. 'Internet si è mossa in totale deregulation. Nel mondo dei media è arrivata nel 1993-94 mentre la direttiva sul copyright è del 2019 ed è stata recepita in questi mesi: ci sono voluti 30 anni', ha messo in guardia De Alessandri.

Ma l'IA può dare tanto all'informazione. Contu, in collegamento da Roma, ha fatto degli esempi pratici, dalla possibilità di 'liberare i giornalisti da lavori aberranti', tipo 'l'inserimento ripetitivo' delle didascalie per le fotografie, alla creazione di nuovi prodotti, utilizzando l'archivio di testi, immagini e video dell'agenzia per generare schede a supporto di grandi fatti di cronaca. 'Ma nessuno s'illuda che l'IA possa sostituire il nostro lavoro e spero che questo errore non lo vogliano commettere gli editori', avverte Contu. 'Come può una macchina stabilire la gerarchia della notizia che proviene da un discorso di Joe Biden? Come può compiere scelte etiche? Questo lavoro lo potrà fare solo un uomo, un giornalista. Che peraltro ha la responsabilità penale e civile di quello che scrive e pubblica'.

Per Viola alle sfide poste dall'IA occorre rispondere 'senza allarmismi e senza lassismi', invitando a 'raccogliere il senso della provocazione' del patron di X, Elon Musk, secondo cui l'IA cancellerà il 100% dei lavori, affrontandone 'l'impatto sociale, economico, culturale'. Ma davanti a un 'eccesso di aspettative e timori che deriva dalla poca conoscenza del fenomeno reale', occorre, ha spiegato Garibaldi, 'mantenere un approccio per cui l'IA affianca il lavoratore, senza sostituirlo'. Se tutto si tiene, ha detto Sioli nel suo intervento, 'il potenziale positivo' della nuova tecnologia investirà 'tanti aspetti della nostra vita'. Magari, appunto, dando il là a una nuova età dell'oro per il giornalismo di qualità.

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