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'Scuola e famiglia: patto educativo in un mondo che cambia'

'Scuola e famiglia: patto educativo in un mondo che cambia'

Seminario a Villa Umbra il 21 febbraio

PERUGIA, 16 febbraio 2024, 12:48

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Il patto educativo tra scuola e famiglia è un accordo fondamentale che sottolinea l'importanza della collaborazione e della comunicazione tra due istituzioni chiave nella formazione dei giovani: la famiglia e la scuola": su questo presupposto si baserà il seminario: "Scuola-Famiglia: il patto educativo in un mondo che cambia", organizzato dalla Regione Umbria e promosso dalla Garante dell'infanzia e dell'adolescenza in collaborazione con la Scuola umbra di amministrazione pubblica, in programma a Villa Umbra il prossimo 21 febbraio.
    A tracciare un "percorso esplorativo e operativo" - spiega una nota della Regione - saranno il medico e psicoterapeuta Alberto Pellai, ricercatore e consulente ministeriale sui temi del benessere educativo dei minori, insieme a Marco Maggi, consulente educativo, formatore per docenti, genitori e operatori socio-sanitari.
    "Il tema che affronteremo - spiega nella nota Maria Rita Castellani, Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza - ci sta particolarmente a cuore perché tratta il delicato equilibrio nel rapporto di collaborazione fra le due istituzioni educative primarie. Nel contesto di un mondo che cambia rapidamente, il patto educativo deve adattarsi e rispondere alle nuove sfide e alle opportunità emergenti. Ad esempio, la crescente digitalizzazione e globalizzazione richiedono una maggiore alfabetizzazione digitale e interculturale, che può essere promossa sia a casa che a scuola attraverso un approccio cooperativo".
    "Inoltre - prosegue - le questioni legate alla salute mentale, alla diversità e all'inclusione stanno diventando sempre più rilevanti nel panorama educativo. Il patto educativo può funzionare da piattaforma per affrontare queste sfide in modo congiunto, garantendo che sia la famiglia che la scuola si impegnino attivamente nel supportare il benessere e la diversità degli studenti, anche attraverso approcci personalizzati all'apprendimento. Scuola e famiglia - conclude Castellani - devono mantenere canali aperti di dialogo per condividere informazioni, preoccupazioni e risorse".
   

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