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A Giffoni Prisma, racconto di tutti colori dei giovani

La serie young adult di Prime Video in onda dal 21 settembre

Salerno ANSAcom
"Tutti i nostri personaggi stanno scoprendo la propria identità, ognuno nel suo modo". Sono le parole con cui il giovane ma già apprezzatissimo attore Lorenzo Zurzolo risponde alla platea dei Giffoner adoranti (in tantissime gli urlano TI AMO) che gli chiede qualche particolare in più su Prisma, nuova serie targata Prime Video sugli schermi dal 21 settembre, di cui oggi al festival di Giffoni sono state mostrate molte clip che hanno fatto applaudire e scatenato la curiosità dei ragazzi. Assieme a Zurzolo sul Blue Carpet c'erano gli altri protagonisti della nuova opera di di Ludovico Bessegato, scritta da Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo (già artefici dell'apprezzatissima Skam Italia) e prodotta in Italia da Cross Productions: Mattia Carrano sorprendente nelle difficili doppie vesti dei gemelli Marco e Andrea, Caterina Forza, Chiara Bordi.
"Protagonisti - racconta all'ANSA Bessegato - che sono stati fantastici e sono stati scelti dopo più di un anno di cast. Più che serie Young Adult preferiamo parlare di una sorta di romanzo di formazione e direi che, se pur ruota attorno alla storia dei due gemelli, è una serie molto più corale di quanto si possa immaginare. E' diversamente bella anche rispetto a Skam a cui rimaniamo molto legati, è la prima volta che la facciamo vedere a qualcuno e ci interessa molto il parere dei giovanissimi".
Ecco allora i Giffoner scoprire perché la serie si chiama così: "Il Prisma prende la luce del sole che noi vediamo trasparente e bianca e la trasforma nell'infinito spettro dei colori. Una cosa che ci sembra bianca o rossa se la guardi con il giusto strumento vedrai che è indefinibile", dice Bessegato mostrando la prima clip dove un prisma appunto incanta e fa sorridere uno dei due gemelli subito prima di trovare l'altro gravemente ferito. Poi in un'altra scena il timidissimo gemello Marco viene baciato dall'intraprendente Carola. "Ma ci state spoilerando la fine?" urlano i ragazzi. "No, vi stiamo incuriosendo!" ribattono in coro attori e regista.
Poi cala il silenzio perché i Giffoner partecipano allo smarrimento e al dolore del gemello Andrea che parla con una volontaria di un'associazione e gli dice: "Sono un gay o un trans?". Lei dolcemente gli risponde: "Si dice una trans, anzi una persona trans. Io non lo so, lo capirai tu. Ma non aver fretta di darti delle etichette". E lui continua: "So che dentro di me ho una parte femminile che però non posso far vedere agli altri". Infine l'ultima clip che fa scattare un applauso liberatorio, quando Andrea finalmente ha il coraggio di indossare un abito femminile. "Sta capendo sempre più cose di se stesso ma è tutto più difficile anche perché si trova in una piccola città come Latina..." spiega il protagonista Carrano.
Ma, come appunto ricorda Zurzolo, non bisogna pensare che in Prisma la ricerca dell'identità di genere sia l'unico argomento. L'altro gemello Marco non è immune dai problemi: "E' un ragazzo molto timido e molto chiuso in se stesso che fa un sacco di nuoto" dice ancora Carrano. Sulla sua doppia interpretazione Bessegato sottolinea: "Ha dovuto fare un lavoro eccezionale, si è messo in gioco in modo attoriale e umano in modo convincente. Ha solo 20 ed era la sua prima esperienza".
Poi c'è Nina raccontata da Caterina Forza che la interpreta: "E' piccola nelle serie, ha 15 anni. Ci sono molto affezionata e il suo personaggio "vale tanto" perché ha questa doppia faccia di avere tutto sotto controllo. E anche molto dura con se stessa ma ha un'emotività infinita". Zurzolo interpreta un ragazzo delle case popolari di Latina. "Ha uno scudo di aggressività e di durezza molto forte ma sotto è molto sensibile".
Infine Carola, interpretata da Chiara Bordi che ha perso una gamba in un brutto incidente col motorino ed ha partecipato a Miss Italia. "E' un personaggio - dice l'attrice - schietto ed energico e a tratti molto leggero negli atteggiamenti. Spesso per questo si scontra con la sua amica Carola, è un odi et amo". Su di lei il regista dice: "E' stata molto generosa e bravissima a portare in scena, oltre al proprio talento, la propria disabilità permettendoci di arricchire la nostra serie. La ringrazio perché è stata anche preziosa come consulente, collaboratrice di alcune parte della storia". Infine la Urciolo, che ha avuto l'idea della serie dopo l'incontro con la poetessa transgender Giovanna Cristina Vivinetto, spiega: "Abbiamo finalmente dato un nome a qualcosa che è sempre esistito, abbiamo un universo e un mondo poetico nuovo su cui possiamo scrivere. Spero che i ragazzi l'apprezzeranno, molti di loro si fanno queste domande ora, prima la società non ci permetteva di formularle".

In collaborazione con:
Giffoni Film Festival

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