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Lavoro: Orlando, ripensare formazione professionale

Ministro a talk EY Italy Outlook

Roma ANSAcom

“I numeri ci dicono che il mismatch è concentrato in alcuni settori: alte competenze o lavoro meno qualificato. Questo problema esiste, lo possiamo affrontare per la prima volta con una mole di investimenti significativa, perché nel Pnrr sono previsti quasi 5 miliardi di investimenti e sul duale e sulle politiche attive. Quindi in 3 anni è una massa d’urto molto importante”. Lo afferma il ministro per il Lavoro e l’inclusione sociale Andrea Orlando, intervenendo al talk EY Italy Outlook. “C’è bisogno – aggiunge - di un salto di qualità sulle strutture che devono far girare queste politiche, a partire dai centri per l’impiego. Abbiamo fatto un lavoro di pressione molto forte sulle Regioni perché ci fosse un potenziamento, piano piano qualche risultato sta arrivando. Tutto questo implica anche un ripensamento complessivo della formazione professionale che deve rivedere se stessa, deve diventare molto più flessibile, essere in grado di cambiare più rapidamente e deve anche tenere conto e provare ad anticipare il tipo di domande di profilo che verranno. Abbiamo la possibilità di migliorare questo snodo, bisogna non perdere questa occasione”. Per il ministro, “la formazione deve accompagnare per il corso della vita. Questo sarà uno degli elementi che garantisce il posto di lavoro. Abbiamo fatto una sperimentazione, adesso la stiamo rifinanziando con il fondo nuove competenze, che sostanzialmente dà alle imprese un contributo per dedicare una parte dell’orario di lavoro al reskilling dei lavoratori. Ha avuto un forte successo. Questa necessità di anticipare il lavoro che deve entrar dentro la formazione e poi fare entrare la formazione dentro il lavoro sarà la grande sfida dei prossimi anni. Implica un ripensamento organizzativo delle imprese. Insisto su questo punto: se noi abbiamo manodopera scarsa, competenze scarse, c’è anche il tema di come imprese si adattano a questo stato delle cose. Imprese devono fare la loro parte”.

In collaborazione con:
EY

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