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Iran: 739 i manifestanti arrestati, Raisi vuole pugno di ferro

In una settimana di proteste, nella sola provincia di Guilan

TEHERAN - La polizia iraniana ha arrestato "739 rivoltosi, tra cui 60 donne" nella sola provincia di Guilan durante le proteste dell'ultima settimana in seguito alla morte della 22/enne curda Mahsa Amini mentre era sotto la custodia della polizia morale che l'aveva arrestata perché non indossava correttamente il velo. Lo ha riferito sabato l'agenzia di stampa Tasnim citando il generale Azizollah Maleki, capo della polizia della provincia di Guilan, nel nord dell'Iran.
    Nelle proteste durante sette giorni sono morte almeno 50 persone, secondo fonti dell'opposizione e Ong, mentre il regime parla di 35 morti. Ma intanto il presidente ultraconservatore iraniano, Ebrahim Raisi, ha dichiarato che le manifestazioni e i disordini in Iran dovrebbero essere affrontati "con durezza".
    Citato dall'Irna, Raisi ha definito i manifestanti "rivoltosi che disturbano l'ordine e la sicurezza nel Paese" parlando al telefono con Mohammadrasul Doustbeigi, membro dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) e della milizia che difende i luoghi santi sciiti, che combatte in Iraq e in Siria. Il ministro dell'Interno, Ahmad Vahidi, da parte sua ha detto che i manifestanti "seguono gli Stati Uniti e i Paesi europei e i controrivoluzionari con il fine di creare disordine e distruzione nel Paese", aggiungendo che il bando a Internet, a Whatsapp e Instagram continuerà fino alla fine delle proteste.
    Oggi è stato aggiunto al bando anche Stalink, l'internet satellitare di Elon Musk.

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