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La Cina inizia a vaccinare i bambini di 3-11 anni

Per contrastare i nuovi focolai nel Paese. Il governo britannico pensa al siero obbligatorio per i sanitari

CINA - I bambini dai tre anni in su inizieranno in Cina a ricevere i vaccini contro il Covid-19, mentre il 76% della popolazione nel Paese ha ormai completato il ciclo di immunizzazione al nuovo coronavirus. Le autorità di Pechino stanno continuando a seguire la politica di tolleranza zero nei confronti del Covid e a misurarsi con gli ultimi focolai, mentre i governi locali di città e di almeno cinque province hanno emesso nei giorni scorsi gli avvisi sull'avvio dei piani vaccinali anche per i bambini di 3-11 anni. 

GRAN BRETAGNA - Il governo britannico di Boris Johnson sta valutando l'introduzione del doppio vaccino obbligatorio anti Covid per tutto il personale del servizio sanitario nazionale (Nhs): lo ha detto alla Bbc il ministro della Salute, Sajid Javid. "Una decisione finale non è stata presa, ma è qualcosa che ho in mente", ha precisato Javid, sottolineando come una misura simile esista in "molti altri Paesi" dell'Europa e come medici e infermieri non solo abbiano un maggiore rischio di infezione, ma siano anche a contatto con persone particolarmente vulnerabili. Nonostante la recente impennata dei contagi nel Regno Unito, Javid è viceversa tornato a indicare come non necessario "al momento" un ripristino delle restrizioni cautelari revocate a largo raggio dal suo governo dal 19 luglio, né - a dispetto delle sollecitazioni di vari esperti o delle indiscrezioni dei media - l'introduzione del piano B: strategia tenuta per ora di riserva dall'esecutivo, rispetto a quella attuale di scommettere solo sui vaccini per tenere a bada ricoveri e decessi, che prevedrebbe il ritorno all'obbligo della mascherina nei luoghi pubblici più affollati, di un'indicazione diffusa per il lavoro da casa e l'istituzione di un qualche Green Pass vaccinale anche in Inghilterra. Il ministro si è infine detto fiducioso che malgrado tutto i britannici possano ancora avere "un Natale  normale".   Intanto c'è un nuovo, piccolo segnale positivo nella conta dei casi quotidiani nel Regno Unito, indicati oggi a 36.567 (oltre 3000 meno di ieri): per il secondo giorno di fila sotto quota 40.000 dopo quasi due settimane al di là di questa soglia. In ulteriore calo pure i decessi, scesi a 38 contro 72 di ieri, ma alleggeriti dal consueto ritardo statistico di parte dei dati relativi al weekend che tendono poi ad appesantire il bilancio fra il martedì e il giovedì. Mentre resta al momento stabile il totale dei ricoveri in ospedale (a 8.238, contro i picchi di 39.000 delle ondate dei mesi scorsi), grazie all'effetto barriera attribuito al doppio vaccino somministrato finora nel Paese all'80% della popolazione sopra i 12 anni.

Il governo di Boris Johnson, frattanto, smentisce per ora le indiscrezioni sul possibile passaggio a un piano B per frenare i contagi, con il ripristino parziale delle restrizioni sul lavoro da casa, l'introduzione di una forma limitata di Green Pass vaccinale e il ritorno dell'obbligo delle mascherine nei luoghi pubblici più affollati (abolito in Inghilterra con tutte le altre maggiori cautele dal 19 luglio e sostituito al momento da una semplice raccomandazione). Mentre insiste sul rilancio del piano A, ossia nell'impegno ad accelerare di nuovo i vaccini, in particolare la terza dose alle persone vulnerabili e agli over 50, e a moltiplicare i test. Non senza notare come la vicina Irlanda - le cui condizioni climatiche e d'infezioni stagionali sono analoghe a quelle del Regno - faccia registrare una tendenza non dissimile pur avendo mantenuto diverse precauzioni: con contagi più che raddoppiati la settimana scorsa, fino a 2500 al giorno, con una popolazione che è un decimo di quella britannica.

GERMANIA - È in corso anche in Germania il dibattito sulle misure anticovid, alla luce del forte aumento dei contagi che si è registrato la settimana scorsa, quando venerdì si è sfiorato un record di 19 mila contagi che non si toccava da maggio. Anche oggi, il Robert Koch Institut, ha segalato un aumento dell'incidenza settimanale su 100 mila abitanti passata a 110,1. I nuovi contagi nelle 24 ore sono invece 6.573, per l'effetto weekend. Il ministro della Salute Jens Spahn, aveva affermato nei giorni scorsi di non voler prorogare lo stato di emergenza pandemica, facendolo scadere il 25 novembre ma la sua posizione è stata attaccata da diversi politic,i anche dell'Spd. Pure oggi il portavoce del ministro della Sanità ha sottolineato in conferenza stampa che l'incidenza dell'ospedalizzazione in Germania (su 100 mila abitanti nell'arco di 7 giorni) resta sotto i 3 pazienti. Tuttavia, è stato spiegato dal portavoce della Merkel, Steffen Seibert, ci sono le prime segnalazioni del rinvio di taluni interventi chirurgici in alcuni ospedali per gli sviluppi della pandemia.

OLANDAIl governo olandese ha chiesto ad un gruppo di esperti un parere sulla necessità di reintrodurre le restrizioni a fronte del forte aumento dei tassi di infezione da Covid. Lo ha annunciato, secondo quanto riporta il Guardian, il ministro della salute Hugo De Jonge. "Sta solo andando troppo veloce. Dobbiamo affrontare il fatto che i numeri stanno aumentando più velocemente e prima del previsto", ha detto De Jonge lanciando anche un' allerta sui ricoveri ospedalieri. "Il governo dovrà pensare a misure extra", ha aggiunto il responsabile della sanità. I Paesi Bassi hanno uno dei tassi di infezione in più rapida crescita in Europa: la media mobile settimanale dei nuovi contagi giornalieri è aumentata nelle ultime due settimane da 13,43 nuovi casi ogni 100.000 persone a 29,27 nuovi casi ogni 100.000 persone il 24 ottobre. Nel Paese sono state eliminate quasi tutte le restrizioni amti-Covid il mese scorso, incluso il distanziamento sociale. Allo stesso tempo, il governo ha imposto l'uso dei pass sanitari per il coronavirus per entrare in bar, ristoranti, cinema e altri luoghi pubblici.
   

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