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Ipersonnia, fantascienza in carcere con Stefano Accorsi

Il sonno detentivo come pena nel film di Mascia e Saccá


 L'idea c'è e non è niente male. Nell'Italia del futuro prossimo le vecchie carceri, ancora più congestionate e violente di quelle di oggi, saranno solo un ricordo. Al loro posto i detenuti sconteranno la pena in uno stato di sonno profondo, un sonno detentivo che li farà invecchiare senza vivere, almeno fino al loro risveglio. E' lo scenario di IPERSONNIA di Alberto Mascia, sci-fi carcerario presentato Fuori Concorso al Torino Film Festival nella sezione Favolacce e in sala dal 29 novembre. La storia è quella di David Damiani (Stefano Accorsi) psicologo carcerario che si trova di fronte a un detenuto molto aggressivo di cui sono andati persi tutti i dati. Da qui tutta una catena di eventi che costringeranno lo stesso psicologo a confrontarsi con i fantasmi del proprio passato, e con una cospirazione che coinvolgerà anche Viola (Caterina Shulha), il suo grande amore, e che lo porterà a scoprire che niente è ciò che sembra. Il fatto è che Hypnos, fiore all'occhiello di una classe politica spregiudicata e incline a pericolose derive autoritarie, non è affatto un sistema perfetto e questo tipo di pena crea non pochi danni a un cervello così abituato a sognare da non distinguere più realtà e sogno. "Il film, frutto di una scrittura lunga, stratificata ed efficace - dice Alberto Mascia - ruota su tanti temi che ci affascinano da sempre: l'impossibilità di trascendere i limiti del proprio orizzonte percettivo, l'illusorietà del concetto di realtà, l'impatto silenzioso, ma pervasivo che hanno su di noi i condizionamenti più o meno occulti della società in cui viviamo. IPERSONNIA ibrida generi diversi: il thriller, il noir, la fantascienza (una fantascienza "morbida", più concettuale che scenografica, lontana dall'estetica pulita e ipertecnologica della fantascienza mainstream). E, accompagnando lo spettatore in un viaggio vertiginoso tra i meandri dell'inconscio del suo protagonista, ambisce ad offrire al pubblico uno spettacolo sorprendente ed emozionante in un territorio ancora poco esplorato nel panorama del cinema italiano di oggi". La sceneggiatura, scritta da Alberto Mascia con Enrico Saccà, ha vinto il premio Solinas Experimenta. Un film ha ovviamente tanti padri, spiega il regista: "Suggestioni letterarie da Philipp Dick, sprazzi di Borges e spunti cinematografici da L'UOMO SENZA SONNO, APRI GLI OCCHI di Amenabar, eXistenZ di Cronenberg , MOON e in generale tutto il cinema di Nolan". (  

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