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Calcio: Cagliari, test trasferta Benevento è quasi big match

Liverani, "prova stimolante contro squadra ambiziosa"

Terza prova trasferta per il Cagliari: la squadra di Liverani, che finora lontano dalla Sardegna ha raccolto un punto in due gare, cerca di cambiare rotta nella gara di sabato alle 14 a Benevento. "Particolari accorgimenti? No, prepariamo la partita allo stesso modo in casa e fuori - chiarisce il tecnico rossoblu nella conferenza stampa della vigilia - Piuttosto lo stimolo arriva dal confrontarci con una squadra che ha fatto un mercato ambizioso: sarà una buona occasione per metterci alla prova. Consapevoli però - precisa - che comunque siamo alla quinta giornata e il risultato, comunque dovesse andare la gara, non sarà decisivo. Vogliamo mantenere un'identità chiara ripetendo le prestazioni e costruendo una continuità. Devo vedere dei miglioramenti e capita nel momento giusto una gara contro una squadra forte come è il Benevento che ha una rosa importante e che ambisce alle prime piazze".

Rossoblu senza Barreca, fermo a Cagliari per un affaticamento muscolare: l'esterno sinistro lavorerà ad Assemini per poi riallinearsi lunedì con i compagni. In preallarme il solito Obert per coprire la fascia. Parco giocatori cresciuto dopo l'ultimo mercato: il problema per Liverani sarà quello di azzeccare le scelte. "Pavoletti e Lapadula insieme? Per me possono giocare, ma - spiega l'allenatore - occorre creare una situazione che preveda dei sacrifici da parte degli stessi attaccanti. È una possibilità alla quale si può lavorare anche più in là, magari approfittando della sosta. Senza escludere che possano giocare insieme anche prima dall'inizio o durante la partita".

La concorrenza stimola nuove soluzioni? "La continuità è importante - sottolinea il mister - ma vedo grande impegno in allenamento da parte di tutti per cercare spazio e mettermi in difficoltà. La rosa è nutrita, ci sono elementi di qualità con vissuto differente, nessuno ha il posto assicurato né parte avvantaggiato.

Conta il lavoro durante la settimana, non siamo legati a questo o quel calciatore ma al gruppo. Il gruppo è all'opera per alzare il livello e la competizione interna, chi ha avuto meno chance sinora può togliersi soddisfazioni e rendersi utile. Da qui a gennaio tireremo una riga per capire ciò che avremo fatto nella prima parte di stagione per poi programmare un nuovo capitolo all'interno di un campionato". Le pressioni? "Abbiamo la responsabilità forte di rendere felice il nostro popolo, la città, un'Isola intera e ovviamente la società. Ma è dal 3 luglio che lavoriamo per questo, per costruirci come realtà solida", conclude il tecnico. 

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