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Pais, "Grazia Deledda icona della lotta per l'emancipazione"

"Sue opere devono entrare a pieno titolo in programmi scuola"

 "Una donna sarda, di straordinaria modernità, fuori dagli schemi, di grande ironia, capacità e caparbietà: una figlia della Sardegna". Così il presidente del Consiglio regionale Michele Pais ricordando Grazia Deledda a 150 anni dalla nascita, durante le celebrazioni organizzate nell'Assemblea sarda. Una figlia della Sardegna che "ha dato lustro alla sua Isola avendo saputo immortalare con uno stile raffinato e originale la cultura, la mentalità, le caratteristiche della nostra terra e dei suoi abitanti, vissute e osservate in un particolare contesto territoriale e in un dato momento storico, ma al contempo descritte con una carica introspettiva dal valore universale".
    Pais ha fatto notare che, tuttavia, "le opere di Grazia Deledda, nonostante i riconoscimenti a livello mondiale, non hanno ancora avuto il giusto spazio nel mondo della scuola. È arrivato il momento di fare il possibile affinché le sue opere vengano integrate all'interno del nostro sistema culturale e formativo: Grazia Deledda deve entrare a pieno titolo nei programmi degli istituti scolastici di tutta Italia". Il presidente concorda "con chi ha affermato che la Deledda può rappresentare l'icona della lotta per l'emancipazione e per la conquista della parità dei diritti tra uomini e donne".
    Infatti, sottolinea Pais, "dalle pagine delle sue opere traspare la sua caparbietà, la sua tenacia nel combattere preconcetti nei confronti del mondo femminile. E così hanno preso forma dalla penna di Deledda le sue eroine: Olì la madre che sceglie di morire per non disonorare il figlio in Cenere, Annesa che uccide il vecchio zio ne l'Edera, Marianna Sirca, Agnese ne La madre, Maria Maddalena, protagonista di Elias Portolu. Figure forti, descritte con grande trasparenza e con una modernità purtroppo non sempre capita, come sottolineato dagli studiosi, soprattutto dalle altre donne dell'epoca".

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