Press Release

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale PANDANT

Aldilàpp, il social network per i defunti

Quattro miliardi di defunti entro la fine del secolo, i più grandi social network al mondo senza un piano

PANDANT

Che ne sarà dei nostri account quando moriremo? Secondo uno studio, condotto dall’Università di Oxford, nel 2080 il numero dei profili dei morti ammonterà a due miliardi e mezzo e arriverà a 5 miliardi entro la fine del secolo. Un dato che pone molte domande sull’uso dei dati di chi non c’è più.

Ad aprire nuovi scenari la sentenza del Tribunale civile di Milano che ha ordinato ad Apple, in via cautelare d’urgenza, di consentire ai genitori di un ragazzo il recupero dei suoi contenuti digitali dai suoi account. Foto, video, ricette - il giovane era uno chef - e tutti i contenuti andati persi sono infatti rimasti sincronizzati online su iCloud, mentre il telefono si è distrutto nell’incidente in cui ha perso la vita. E intanto si discute di eredità digitale sui social media.

Vi sembrerà assurdo ma il social network più utilizzato al mondo non ha ancora previsto una procedura per gestire, annullare, o modificare il profilo quando una persona muore.

E allora che fine faranno tutti i profili degli utenti tra alcuni decenni?

Su Facebook ogni giorno si contano 8mila profili in più di utenti scomparsi. Entro la fine del secolo gli account di persone decedute ammonteranno a cinque miliardi. E potrebbero superare i profili dei vivi in soli 50 anni.

Quindi saranno tutti profili fantasmi? Quotidianamente muoiono migliaia di persone dopo aver creato una grande quantità di contenuti digitali, come quelli contenuti sui social media. Ciò può causare preoccupazione e confusione, a causa delle funzionalità automatizzate degli account dormienti (ad es. promemoria di compleanno), dell'incertezza che i profili vengano eliminati o lasciati come memoriale e se le informazioni che potrebbero violare la privacy del defunto (come e-mail o cronologia del browser) dovrebbero essere rese accessibili alla famiglia.

Inoltre queste informazioni potrebbero appartenere al fornitore di servizi (non al defunto), e molti di loro non hanno politiche chiare su ciò che accade agli account degli utenti deceduti. Mentre alcuni siti, inclusi Facebook e Twitter, hanno politiche relative alla morte (ma che si sono rivelate non utilizzate e poco efficaci) altri addirittura rimangono inattivi fino a quando non vengono eliminati per inattività.

Uno di questi è Tik Tok che non possiede una procedura in caso di morte. Il social network più utilizzato al mondo, ha registrato quasi 1,5 miliardi di utenti e non ha ancora dichiarato la sua policy in caso di morte dell’utente.

Analizziamo quali sono le policies dichiarate dai social network più famosi:

FACEBOOK. Nell'ottobre 2009, l'azienda ha introdotto "pagine commemorative" in risposta a molteplici richieste degli utenti relative alla sparatoria del Virginia Tech del 2007. Dopo aver ricevuto una prova di morte tramite un modulo speciale, il profilo sarebbe stato convertito in una pagina tributo con minimi dettagli personali.

Nel febbraio 2015, Facebook ha consentito agli utenti di nominare un amico o un familiare come "contatto legacy" con i diritti di gestire la propria pagina dopo la morte. Ha anche offerto agli utenti di Facebook la possibilità di eliminare definitivamente il proprio account quando muoiono.

TWITTER. Nel 2014, Twitter ha aggiornato la sua politica per includere un'opzione per eliminare le fotografie degli utenti deceduti. Questa politica è stata implementata dopo che hanno inviato a Zelda Williams, figlia di Robin Williams, immagini photoshoppate di suo padre.

TIK TOK. Tik Tok, il colosso cinese fondato da Zhang Yiming non ha ancora attivato una procedura in caso di morte. Tik Tok è il socialnetwork più utilizzato al mondo, ha registrato quasi 1,5 miliardi di utenti, nonostante ciò non ha ancora dichiarato la sua policy in caso di morte dell’utente.

Quindi, un profilo potrebbe rimanere on line per sempre o potrebbe essere cancellato per inattività; in questo secondo caso tutti i contenuti saranno persi.

La soluzione per mantenere viva la memoria dopo la vita terrena è stata creata da un imprenditore italiano.

Enrico Massi, un giovane imprenditore italiano, ha dato vita nel 2021 ad Aldilapp, un app nata con la funzione di localizzare i defunti all’interno dei cimiteri. Un servizio utile ai visitatori dei camposanti e a tutti coloro che cercavano il luogo di sepoltura di un defunto.

Successivamente Aldilapp ha aggiunto altri servizi come la possibilità di inviare fiori ai defunti, biglietti commemorativi e servizi di pulizia dei loculi.

Oggi Aldilapp da la possibilità ai famigliari di gestire il profilo digitale del caro defunto.

Il famigliare del defunto può riscattare il suo profilo digitale, caricare la foto del profilo, inserire la biografia e qualsiasi ricordo della vita terrena.

Chiunque avrà la possibilità di aggiungere commenti, pensieri e ricordi nel profilo del defunto.

Aldilapp è l’unica piattaforma in cui i ricordi saranno custoditi e condivisi per sempre.

Come sarebbe il mondo senza ricordi ? Oltre all’affetto per i propri cari, i ricordi hanno un valore inestimabile, oltre che patrimoniale. Per capire meglio questo tema è utile affrontare il significato di Patrimonio Digitale.

 

Significato di Patrimonio Digitale

Il patrimonio digitale è costituito da materiali informatici di valore duraturo che dovrebbero essere conservati per le generazioni future. Il patrimonio digitale proviene da diverse comunità, industrie, settori e culture. Non tutti i materiali digitali hanno un valore duraturo, ma quelli che lo sono richiedono approcci di conservazione attivi se si vuole mantenere la continuità del patrimonio digitale.

I materiali digitali includono testi, database, immagini fisse e in movimento, audio, grafica, software e pagine Web, tra una gamma ampia e crescente di formati. Sono spesso effimeri e richiedono una produzione, una manutenzione e una gestione mirate per essere mantenute nel tempo.

Molte di queste risorse hanno un valore e un significato duraturo, e quindi costituiscono un patrimonio che dovrebbe essere protetto e preservato per le generazioni presenti e future. Questo patrimonio può esistere in qualsiasi area della conoscenza o dell'espressione umana.

Utilizzando i computer e in particolar modo i social network, gli esseri umani creano e condividono risorse digitali - informazioni, espressioni creative, idee e conoscenze - che apprezzano e desiderano condividere con gli altri nel tempo e nello spazio. Questa è la prova di un patrimonio digitale. È un patrimonio fatto di molte parti, che condivide molte caratteristiche comuni.

È probabile che questo patrimonio digitale diventi più importante e più diffuso nel tempo. Sempre più individui, organizzazioni e comunità utilizzano le tecnologie digitali per documentare ed esprimere ciò che apprezzano e ciò che vogliono trasmettere alle generazioni future. Sono emerse nuove forme di espressione e comunicazione che prima non esistevano. 

Occorre assicurarsi che questo fiorente patrimonio digitale rimanga disponibile per sempre.

Un imprenditore italiano se ne sta occupando.

Chapeau!    

COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale PANDANT

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