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Sindrome Down: a Campobasso progetto 'Una casa per domani'

Accoglienza in abitazione condivisa per 15 persone svantaggiate

(ANSA) - CAMPOBASSO, 19 APR - Al via a Campobasso il progetto 'Una casa per domani' dedicato alle persone con sindrome di Down. L'iniziativa realizzata dall'Associazione italiana persone Down (Aipd) di Campobasso con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cesvi si propone di accogliere in un'abitazione condivisa quindici persone svantaggiate per sperimentare, con il supporto di operatori esperti, l'autonomia dalla propria famiglia d'origine in un contesto protetto e stimolante. È possibile sostenere 'Una casa per domani' con una donazione sul sito web di For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo. L'obiettivo è raccogliere 100 mila euro entro fine giugno.
    Il progetto fa parte del programma Formula, che include iniziative legate alle specificità dei vari territori, alimentate anche dalle devoluzioni del Gruppo bancario e dedicate a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per le persone in difficoltà. I fondi raccolti serviranno per sostenere i costi di affitto e delle utenze di un appartamento adeguato, la relativa ristrutturazione e l'acquisto dell'arredamento. Le risorse copriranno anche i costi di formazione degli operatori presenti h24 nella struttura. Verranno infine finanziate le attività da svolgere, sia ordinarie che ricreative. L'iniziativa punta a favorire nelle famiglie un cambiamento culturale in un'età in cui i genitori sono ancora in grado di accettare il distacco e il figlio disabile può ancora incrementare il suo livello di autonomia.
    Si stima che le persone con sindrome di Down che vivono in Molise siano circa 350, su una popolazione di circa 300 mila abitanti. "I genitori delle persone con disabilità intellettiva hanno la piena consapevolezza che il proprio figlio avrà necessità di sostegno per tutta la vita - sottolinea Giovanna Grignoli, Presidente dell'Aipd di Campobasso - pertanto l'Associazione da sempre si è posta l'obiettivo di rispondere alla dolorosa domanda di tanti genitori: 'che ne sarà di mio figlio quando non ci sarò più?'. Questa - aggiunge - è l'occasione per promuovere e costruire il 'Dopo di noi'".“Grazie a questo progetto - spiega Alberto Pedroli, Direttore regionale Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo - offriamo a un gruppo di persone svantaggiate l’opportunità di ritagliarsi la propria autonomia in un contesto sicuro. Con il programma Formula, che supporta progetti dedicati a bambini, adolescenti, famiglie e anziani in situazioni di disagio, Intesa Sanpaolo conferma la propria vocazione di banca sensibile alle istanze sociali e alle specificità dei territori in cui opera. Anche a livello locale esprimiamo il nostro ruolo di leader nelle iniziative di inclusione e sostenibilità”.    (ANSA).
   

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