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Relatrice Patto, 'al Pe intesa su calo debito a 14-17 anni' (2)

Redazione ANSA BRUXELLES

(ANSA) - BRUXELLES, 07 DIC - Delle tre proposte legislative della riforma proposta dalla Commissione europea solo una prevede la procedura legislativa ordinaria di co-decisione (il regolamento sul cosiddetto 'braccio correttivo' del Patto), con un ruolo consultivo del Pe sulle altre due, materia esclusiva del Consiglio. L'Eurocamera ne tiene però congiunto l'esame per rafforzare il ruolo anche consultivo, come già avvenuto con il 'Six Pack'.
    "Il rapporto è bilanciato e andrà al voto lunedì alla Econ.
    Speriamo che sia approvato, questa è la nostra ambizione - ha spiegato Marquez -. Secondo le attese andrà quindi al voto nella planaria del 15-18 gennaio, probabilmente il 17 gennaio. A quel punto avremo un mandato per iniziare il negoziato" con il Consiglio, se arriverà il disco verde dall'Ecofin di oggi e domani.
    "Nel nostro rapporto ha spiegato Marquez non c'è alcuna salvaguardia sul deficit", a differenza di quanto sta emergendo dal negoziato al Consiglio. La nostra posizione è di prevedere come "salvaguardia sul debito un calo dello 0,5% annuale per gli Stati che hanno debito tra il 60 e il 90% del Pil e dell'1% per Stati con debito oltre 90%. Ma il calo è su una media su 14-17 anni". "E' molto diverso rispetto alla proposta del Consiglio - ha sottolineato Marquez -. Abbiamo bisogno di dare agli Stati membri capacità di ridurre il debito ma anche di aver la capacità di investire". Rispetto poi alla proposta legislativa della Commissione, ha segnalato Marquez, la Econ ha anche "rifiutato ogni automatismo sulla procedura per deficit eccessivo. Abbiamo chiesto alla Commissione di valutare quali investimenti siano stati fatti e quale sia l'esecuzione del Pnrr e dei fondi europei".
    Rispetto poi ai "fattori rilevanti" da considerare per la procedura per deficit eccessivo degli Stati, in quella che dovrebbe diventare la posizione negoziale la posizione negoziale dell'Eurocamera figurano solo "il debito" e il Pnrr e i fondi europei". "Se oggi il Consiglio trova un accordo sulla 'landing zone' (il documento negoziale spagnolo che si è trasformato nei testi legislativo all'esame dell'Ecofin, ndr) così come viene proposta ora il negoziato inter-istituzionale sarà molto difficile. Vorrebbe dire che i ministri non hanno capito la lezione del passato".
    Rispetto al testo al consiglio per noi "è molto importante il ruolo in Parlamento. Abbiamo bisogno di regole che diano agli stati spazio fiscale per gli investimenti, abbiamo bisogno di un patto di stabilità e crescita che dia un peso uguale a crescita e stabilità. In passato il patto era più orientato alla stabilità che agli investimenti, vogliamo invertire questo quadro". Dall'Eurocamera viene una proposta di "un accordo per un quadro credibile, credibile per i mercati finanziari, e per gli stati membri. Per ridurre il debito dovremo avere un approccio caso per caso e tener in considerazione il punto di partenza degli stati. Questa è la nostra posizione comune".
    (ANSA).
   

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