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Lindner apre sul Mes e chiede una riduzione del debito dell'1% all'anno

Lindner apre sul Mes e chiede una riduzione del debito dell'1% all'anno

Intervista al ministro delle Finanze tedesco, 'no a deroghe spesa su difesa'

15 giugno 2023, 19:36

Redazione ANSA

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Lindner apre sul Mes e chiede una riduzione del debito dell '1% all 'anno © ANSA/EPA

BRUXELLES - Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner tende una mano all'Italia sul Meccanismo europeo di stabilità: si aspetta, dice, la ratifica della riforma ancora mancante da Roma "in un periodo di tempo abbastanza breve", ma dopo uno scambio "sugli sviluppi futuri" del Mes. "Sono convinto che troveremo un terreno comune". Lo afferma in un'intervista al pool di agenzie di stampa riunite nella European Newsroom, tra cui l'ANSA. Rispetto alla trattativa sulla riforma del Patto di stabilità e crescita "abbiamo bisogno della garanzia che ci sia un livello minimo di riduzione del debito all'anno e l'1% non è eccessivamente ambizioso in tempi normali", avverte però.

Del resto, un ritorno al 60% massimo del debito sul Pil, previsto dai trattati, "non avverrebbe nell'arco della mia vita". "Credo che il governo italiano si sia posto alcune domande e il direttore del Mes Pierre Gramegna sarà sicuramente in grado di rispondere a tutte", aggiunge sull'ex fondo 'Salva stati'. Dopo i colloqui in corso con i venti Stati membri del trattato, Gramegna "presenterà i suoi risultati e le sue idee sull'ulteriore sviluppo del Mes e su quale potrebbe essere il suo carattere".

Nessun timore, poi, sul fatto che la mancata ratifica dell'Italia possa creare problemi in caso di una crisi bancaria, facendo mancare la rete di sicurezza (backstop), che in base alla riforma il Meccanismo fornirà al Fondo unico di risoluzione bancaria (gli accordi transitori scadono a fine anno, in attesa che la riforma del Mes sia operativa, ndr). "Il settore bancario europeo è stabile - dice -. Non vediamo una crisi sistemica". Ancora sul Patto, un calo dell'1% annuo del deficit e del debito sul Pil non rischia di essere "troppo pro-ciclico".

"Per rispondere a queste preoccupazioni siamo aperti all'idea di una clausola di salvaguardia generale per circostanze eccezionali". Agli Stati, in altre parole, sarebbe permessa una deroga sul taglio del debito a fronte di una crisi economica. Tra i punti cari all'Italia, poi, Lindner chiude a deroghe sulla regola di spesa, persino sulla difesa, anche se "dobbiamo certamente migliorare le nostre capacità di sicurezza in Europa", dice. "I mercati dei capitali non distinguono tra i motivi per indebitarsi". Per loro, "il debito è debito e un debito troppo elevato porta a instabilità".

Sulla riforma della governance economica "la proposta della Commissione europea non è ancora il punto di caduta e deve essere migliorata", segnala Lindner. Non garantisce "che i livelli di debito e deficit diminuiranno in modo realistico e affidabile". "Invece di rendere più facile l'aumento del debito pubblico, dovremmo concentrare tutti i nostri sforzi affinché si trasformi in un percorso verso finanze pubbliche sostenibili". Trovare un consenso "è difficile", "ma se qualcuno è in grado di riunirci tutti, allora è Nadja Calvino", nella veste di ministra delle Finanze e di presidenza di turno dell'Ue che la Spagna avrà nel prossimo semestre.

Senza intese, invece, torneremo al vecchio Patto "che dovremo accettare e rispettare fino a quando non avremo nuove regole". "La Germania - dice il ministro liberale - vuole raggiungere il consenso quest'anno e siamo pronti a negoziare giorno e notte, fine settimana e giorni festivi, se necessario. Possiamo riunirci in una specie di conclave 'extra omnes', come in Vaticano, per trovare un'intesa. Facciamo tutto il possibile per consentire un'intesa quest'anno. Ma deve essere la soluzione migliore e non la più veloce.

Lindner, infine, esclude che la Germania possa approvare contributi aggiuntivi al bilancio Ue. "Al momento, in considerazione dei tagli necessari al nostro bilancio nazionale, non possiamo sottoscrivere contributi aggiuntivi al bilancio dell'Unione europea", dice. Serve dunque "una chiara serie di priorità".

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