Rischio showdown all'Eurocamera sul gas e nucleare in tassonomia 

In Plenaria settimana prossima voto sulla proposta della Commissione Ue 

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'inflazione alle stelle in Europa, la tassazione dei proventi straordinari delle società energetiche, la sentenza della Corte Suprema Usa che ha abolito il diritto costituzionale all'aborto. Sono alcuni dei temi in agenda della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, in programma dal 4 al 7 luglio. Ma è sulla tassonomia che si profila, dopo la riforma degli Ets, un nuovo scontro politico all'interno della maggioranza sui temi ambientali.

Gli eurodeputati saranno chiamati, infatti, a decidere se porre il veto alla proposta della Commissione europea di includere il gas e il nucleare nell'elenco delle attività economiche sostenibili, un voto che si preannuncia sul filo del rasoio. Favorevole al veto il fronte dei verdi, dei socialisti e della sinistra, contrari gli altri gruppi. Almeno sulla carta, perché le divisioni anche all'interno degli stessi gruppi non sono affatto da escludere. Gli eurodeputati, soprattutto tra i popolari, potrebbero seguire le indicazioni dei partiti nazionali, piuttosto che la posizione del proprio gruppo parlamentare europeo.

Altro tema caldo è quello delle relazioni del governo russo con i partiti europei estremisti e populisti nel contesto della guerra in Ucraina, discussione che riguarda anche le relazioni della Lega con il Cremlino. Si attende, inoltre, il via libera definitivo su due dossier fondamentali, Dma e Dsa, i regolamenti sui mercati e sui servizi digitali, che puntano a mettere fine al Far West digitale. Alla plenaria prenderanno parte i presidenti della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e del Consiglio europeo Charles Michel, che riferiranno degli esiti del vertice dei leader europei della scorsa settimana, dedicato principalmente all'adesione all'Ue di Ucraina e Moldavia. In agenda anche gli interventi del premier ceco, Petr Fiala, che illustrerà le priorità del semestre di presidenza ceca del Consiglio dell'Ue, e quello del primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis.

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