Il Matisse degli anni Trenta tra Filadelfia, Parigi e Nizza

100 opere raccontano come usci' dalla crisi creativa dei 60 anni

di Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Tre musei uniscono le forze attraverso l'Atlantico per portare in luce un decennio cruciale nella carriera di Henri Matisse: oltre cento opere degli anni Trenta viaggeranno tra 2022 e 2023 dal Museum of Art di Filadelfia all'Orangerie di Parigi e il Musée Matisse di Nizza. Dipinti, disegni, stampe e sculture raccontano come Matisse usci' dalla crisi creativa che l'aveva colpito a 60 anni per tornare a creare sul cavalletto con nuove tecniche, incluso l'uso di carte precolorate e ritagliate per pianificare le sue composizioni. Tutto comincia con l'audace proposta che nel 1930 Albert Barnes, industriale, collezionista e fondatore della Barnes Foundation, fece all'artista, che era in visita negli Stati Uniti come giurato della Esposizione Internazionale Carnegie di Pittsburgh, di creare un enorme dipinto per la sua casa di Merion alle porte di Filadelfia. Matisse non aveva completato alcun quadro durante tutto l'anno precedente. Barnes offri' di pagarlo 30 mila dollari e gli garanti' totale liberta' artistica. Fu una fortuna per entrambi: il risultato - un trittico di figure danzanti lunga quasi 14 metri che Matisse completò in Francia su tele fornite dal committente - ridiede vigore alla sua carriera artistica. Il decennio innovativo che seguì quell'impresa è il soggetto della nuova mostra che aprira' in ottobre al Philadelphia Museum of Art per spostarsi nel febbraio 2023 a Parigi e poi a Nizza. "La commessa di Barnes arrivo' al momento giusto e il decennio che segui' traformo' la carriera di Matisse", ha detto Matthew Affron, il curatore di arte moderna al museo di Filadelfia. "Torno' a casa ringiovanito", ha commentato Claudine Grammont, la direttrice del Musée Matisse di Nizza. Tra i pezzi forti della mostra, a cui i tre musei lavorano da cinque anni, ci sono "Large Reclining Nude" (1935), un disegno a inchiostro di quasi tre metri in scala con la figura centrale del murale della Barnes. "Woman in Blue" (1937), un ritratto della modella preferita di Matisse, Lydia Delectorskaya, che indossa un corpetto di seta increspato e una gonna abbinata da lei cucita su richiesta dell'artista, sarà esposto accanto all'abito originale. Ci sara' anche "Le Chant" (1938), un dipinto decorativo alto tre metri con un ritaglio in basso, che una volta si trovava sopra il camino nell'attico di Nelson Rockefeller a Manhattan. "Solo attraverso una grande alleanza tra istituzioni come questa e' stato possibile riportare in vita questa storia", ha detto Affron. Per i visitatori di Filadelfia ci sara' un 'bonus': le collezioni della Barnes, murale di Matisse incluso, sono da qualche anno (tra mille vicissitudini legali) in un nuovo edificio a poca distanza dal museo. (ANSA).

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