'Maturandi in classe'.Regioni e presidi contro quote

Dirigenti, scandalo cambio percentuali. Al lavoro per settembre

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 24 APR - Riservare la presenza maggiore di rientro agli studenti che frequentano le classi iniziali e finali dei cicli scolastici, anche per meglio aiutarli a preparare gli esami di Stato: questa l'indicazione arrivata oggi dal ministero dell'Istruzione alle scuole in vista della ripresa del 26 aprile quando in zona gialla e arancione tutti i ragazzi delle elementari e delle medie saranno tra i banchi, mentre per le superiori la presenza sarà almeno al 70% e fino al 100%. In zona rossa saranno tutti presenti fino alla terza media, mentre alle superiori l'attività in classe si svolgerà almeno al 50%.
    Numeri contestati dalle Regioni ma anche dagli Enti locali. La presenza al 70% "non va bene, in alcune zone di alcune regioni andrebbe meglio il 60%. Il Governo ci dice che all'interno del decreto è fatta salva la possibilità per i presidenti di Regione di fare un'ordinanza diversa che però non scenda sotto il 50%.
    Dovremmo trovare una soluzione nelle prossime ore", annuncia il presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Critiche pesanti al Governo arrivano anche dai dirigenti scolastici.
    "Solo chi non ha la minima contezza della complessità dell'organizzazione scolastica può pensare di decidere le percentuali di frequenza scolastica il venerdì sera - se non il sabato sera - per il lunedì mattina", tuona il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Altre critiche vengono dalla Flc Cgil. "La scuola è ostaggio dei conflitti nella maggioranza. Sulla ripresa in presenza siamo davanti ad un balletto imbarazzante - dice il segretario Francesco Sinopoli - in moltissime scuole secondarie la presenza al 70% è una scelta incompatibile con gli standard di sicurezza". Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi prova spegnere il fuoco delle polemiche. "Tutti concordano sulla necessità di riportare in presenza i ragazzi delle superiori - dice riferendosi al contrasto con le Regioni - vi era una divergenza sulla percentuale del 60% ma l'indicazione del governo lascia una ampia flessibilità per giungere al 100% nei tempi e nei modi che i territori potranno riconoscere". E loda anche il lavoro svolto in questi mesi dai dirigenti scolastici.
    "Hanno avuto - dice al XII congresso dell'Associazione presidi - un ruolo straordinario nel mantenere aperte le scuole: non sono mai state chiuse, tutto il nostro personale ha usato questo periodo per sperimentare, innovare, trovare un senso anche nel momento in cui sembrava che tutto dovesse essere chiuso". Nella circolare diffusa oggi alle scuole il ministero si sofferma sul disagio psicologico dei ragazzi, costretti per troppo tempo a casa, e la necessità di affiancarli e sostenerli "avendo particolare attenzione e comprensione in questo tempo che per molti costituisce un vero e proprio reinserimento scolare". C'è poi una preoccupazione generalizzata per la ripresa a settembre ma in un documento che HuffPost pubblica in esclusiva- firmato dal capo di gabinetto della struttura commissariale per l'emergenza- si parla di misure di testing, contact tracing e di supporto come premessa della riapertura delle scuole per l'anno scolastico 2021/2022. E anche l'università torna gradualmente in presenza. "La vita universitaria, che non si è mai fermata in questa emergenza, non è solo didattica, ma è fatta anche e soprattutto di scambi, di confronti, di relazioni di cui abbiamo sempre più bisogno. Per questo, la decisione del Governo di prevedere il graduale ampliamento in presenza di tutte le attività, comprese le lezioni e gli esami, è davvero importante", afferma soddisfatta la ministra dell'Università, Cristina Messa. (ANSA).
   

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