Clima: I4C, nessuna regione in linea con target Ue al 2030

Sei virtuose, al top Campania; in coda anche Toscana e Lombardia

Redazione ANSA ROMA

Nessuna regione italiana è in linea con gli obiettivi intermedi fissati a livello europeo per la neutralità climatica al 2030, ma ci sono sei regioni più virtuose che registrano migliori performance: Campania in testa, seguita da Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Liguria e Marche; in coda alla classifica, molto lontane dal target europeo, Toscana, Umbria, Lombardia e Veneto. È quanto emerge dal rapporto "La corsa delle Regioni verso la neutralità climatica: il primo ranking delle Regioni italiane sul clima", realizzato da I4C - Italy for Climate (l'iniziativa promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) in collaborazione con Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che si pone l'obiettivo di promuovere l'attuazione di una roadmap climatica per l'Italia, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
    La classifica, elaborata in base a tre parametri, emissioni di gas serra, consumi di energia e fonti rinnovabili fra il 2017 e il 2019 evidenzia che metà delle Regioni italiane non ha ridotto le proprie emissioni di gas serra, spiega I4C.
    Dal rapporto emerge che 14 regioni su 20 hanno aumentato i propri consumi energetici e sul fronte delle fonti rinnovabili gran parte delle regioni italiane è molto distante dall'obiettivo al 2030, ad eccezione di un gruppo ristretto composto da Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Basilicata, Calabria e Molise. Nel biennio analizzato solo 6 regioni hanno aumentato lievemente la quota di rinnovabili mentre tutte le altre le hanno addirittura ridotte. Sette regioni hanno azzerato i consumi di carbone, mentre altre 7 concentrano da sole il 99% del consumo nazionale di carbone.
    "Anche in Italia, come già fatto in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, - dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile - serve una 'legge per il clima' che consenta di raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici nazionali al 2030 e che assegni anche alle Regioni target specifici e vincolanti (tramite il c.d. burden sharing), direttamente connessi all' effettiva realizzazione degli impianti e degli interventi necessari al loro conseguimento".

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