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Legambiente, l'Italia indietro nella tutela delle zone umide

Legambiente, l'Italia indietro nella tutela delle zone umide

Domani Giornata mondiale, la ong indica 4 priorità al governo

ROMA, 01 febbraio 2024, 11:03

Redazione ANSA

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L'Italia "è indietro" nella tutela e nel valorizzare gli ecosistemi acquatici e le zone umide: pesano i ritardi nell'istituzione di nuove aree protette e nell'applicazione del Regolamento Ue 2021/57 che vieta l'uso delle munizioni di piombo, che può costare al Paese una procedura di infrazione. Inoltre si aspetta il nuovo decreto per definire le autorizzazioni in deroga alle immissioni ittiche di specie alloctone. Lo evidenzia Legambiente, alla vigilia della Giornata mondiale delle Zone Umide 2024 (World Wetlands Day) - il cui slogan quest'anno è "Zone umide e benessere umano" - presentando il report "Ecosistemi acquatici 2024".
    Nel fare il punto sui principali ritardi dell'Italia sul tema, Legambiente ricorda al Governo quattro priorità su cui intervenire speditamente: 1) rafforzamento delle normative ambientali per la protezione delle zone umide e degli ecosistemi acquatici; 2) istituzione di nuove aree protette fluviali e zone umide di interesse internazionale; 3) lotta alle specie aliene invasive con norme nazionali coerenti con le strategie europee; 4) contrasto alle illegalità ambientali negli ecosistemi acquatici.
    Dall'esperienza di gestione sostenibile del Comune di Posada (Nuoro) all'isolotto artificiale realizzato con i gusci dei mitili nello stagno di Corru Mannu (Oristano), Legambiente illustra anche le buone pratiche e le soluzioni basate sulla natura da replicare sul territorio per contrastare la crisi climatica.
    Sono oltre 70 gli appuntamenti organizzati dai circoli territoriali di Legambiente dal 2 al 17 febbraio.
   

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