Dal buon lavoro al lavoro buono: recovery e responsabilità. Orlando: 'Con Sostegni bis strumenti per passaggio delicato'

Il ministro al nuovo appuntamento ANSA sui temi dell'Agenda 2030: 'Tra gli interventi sgravi per le assunzioni e rientro dalla cig'

Redazione ANSA ROMA

Flessibilità, welfare aziendale, responsabilità sociale, bilanci di sostenibilità: tra resistenza e ripartenza sempre di più aziende puntano su una nuova concezione del lavoro che le porti ad essere attori responsabili dello sviluppo della società e del territorio in cui agiscono: una scelta premiante anche in termini di profitti e redditività.

E' questo l'argomento al quale è dedicato "Dal buon lavoro al lavoro buono: recovery e imprese responsabili", quarto degli appuntamenti ANSA dedicati ai temi della sostenibilità e all'Agenda 2030 in diretta streaming su ANSA.IT e sui canali social dell'Agenzia. A confrontarsi durante l'evento, moderato dal direttore dell'Agenzia Luigi Contu e dai giornalisti dell'Agenzia e realizzato in collaborazione con Enel e Federmanager, istituzioni e imprenditori con la partecipazione del ministro del Lavoro Andrea Orlando, del presidente dell'Inps Pasquale Tridico, dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, dell'ASviS, Pierluigi Stefanini, di Federmanager, Stefano Cuzzilla e del direttore People e Organization di Enel, Guido Stratta.  

 

"Penso che entro il mese di giugno, quando mi auguro che avremo chiuso il pacchetto sugli ammortizzatori sociali, anzi quando lo chiuderemo, di poter aprire il confronto su questo tema". Risponde così il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alla domanda su quando sarà convocato il tavolo sulle pensioni, durante l'evento ANSA. Con il prossimo decreto Sostegni bis, sul fronte del lavoro "stiamo provando a costruire un set di strumenti che consenta di affrontare un passaggio delicato, al di là della data, quando l'economia tornerà alla sua dinamica ordinaria", ha detto Orlando spiegando che "prevede una serie di strumenti: forme di decontribuzione per nuove assunzioni o rientri dalla cig, possibilmente quanto più mirati ai settori più colpiti dalla pandemia", contratti di espansione, "che consentano un avvicendamento generazionale", e di solidarietà.

E' "fondamentale che le performace delle imprese e delle filiere di cui fanno parte", che "oggi - ha spiegato Orlando - sono valutate prevalentemente rispetto ad elementi di carattere quantitativo", siano valutate anche "rispetto alla qualità del lavoro e alla sicurezza, se vogliamo davvero costruire qualcosa di diverso da quello che abbiamo alle nostre spalle". Sul fronte delle politiche attive del lavoro "c'è molto da fare", "abbiamo già delle direttrici chiare negli interventi del Recovery. Dobbiamo lavorare sul potenziamento della rete dei centri per l'impiego, sul miglior incrocio tra domanda e offerta e su strumenti di carattere formativo adeguati", ha sottolineato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Il ministro ha rimarcato che in queste settimane sta "incontrando le Regioni, per stimolare un'accelerazione" in questo senso, "perché purtroppo le risorse per potenziare i centri per l'impiego sono stanziate da tre anni ma non tutte le hanno utilizzate. Questo è particolarmente grave - ha sottolineato Orlando - in Regioni che scontano tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, molto alti".

"La più grande risorsa al mondo per crescere in modo sostenibile è il lavoro femminile", ha detto il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, all'evento ANSA. Tridico ricorda una "copertina dell'Economist che ha fatto il giro del mondo e diceva che la più grandi risorsa non ancora sfruttata nell'economia per renderla più equa e sostenibile era il lavoro femminile". Tridico sottolinea anche l'importanza di favorire la natalità. "Per noi economisti - spiega - la velocità dell'occupazione segue la velocità della nascita e ne segue che se la velocità della nascita è molto bassa, anche la velocità di queste persone sul mercato del lavoro sarà inevitabilmente molto bassa".

Il presidente dell'Asvis, Alleanza per lo sviluppo sostenibile, Pierluigi Stefanini, propone di favorire, nelle crisi aziendali, i workers buyout. "In alcuni casi - spiega Stefanini all'evento ANSA 'Dal Buon lavoro al lavoro buono' - i lavoratori di imprese in crisi hanno deciso di affrontare la crisi e portare avanti loro l'attività delle imprese. Si sono trasformati in cooperative e questi lavoratori, oggi, consentono, avendo loro un salario, una dignità e un mercato che li possa sorreggere, di svolgere un ruolo importante economico e sociale". "Visto che la pandemia lascerà sul terreno tante imprese in gravissima difficoltà, favorire questo processo, aiutarlo, incrementarlo potrebbe essere una risposta concreta e importante", afferma Stefanini. Il presidente dell'Alleanza per lo sviluppo sostenibile indica poi il "bisogno di un forte lavoro di coesione e dialogo sociale e comparticipazione e sviluppo di una governance multilivello che coinvolga tutte le istituzioni del nostro paese perché la sfida che la pandemia ci ha messo sul tavolo richiede questo sforzo corale fondamentale". "La società civile - aggiunge - insieme alle amministrazioni può giocare un ruolo decisivo".

"Diversamente da prima, quando avere un lavoro era protettivo rispetto alla povertà, i dati del 2020 segnano che, laddove c'è occupazione, c'è un aumento della povertà". Lo osserva il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, all'evento ANSA dove lo definisce "un segnale estremamente importante". Blangiardo spiega che questo fenomeno "è evidentemente molto legato alle situazione di soggetti che avevano un'occupazione e nel corso della pandemia l'hanno persa. Penso soprattutto agli autonomi, agli indipendenti e alle aree del commercio".

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