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Rete Umbria, aborto non sarà toccato ma resa vita difficile

Per esponente "nella regione difficoltà ma non è l'Ungheria"

(ANSA) - PERUGIA, 28 SET - "Il nuovo governo Meloni non toccherà la legge 194, lo ha detto lei stessa e probabilmente sarà così, ma basta non applicarla e rendere impossibile e difficile il percorso, non dare informazioni, chiudere i consultori, cambiare operatori. Non faranno nulla di eclatante ma renderanno la vita difficile alle donne che però speriamo sappiano ancora aiutarsi tra loro": così Marina Toschi, ginecologa e componente della Rete umbra per l'autodeterminazione in occasione della presentazione, insieme ad associazioni femministe e sindacati, la lettera aperta inviata a Regione Umbria e Aziende Sanitarie in occasione della "Giornata mondiale dell'aborto sicuro".
    "Gli altri Paesi - ha detto Toschi - sono andati molto avanti e noi indietro. In Irlanda, Francia, Inghilterra sono i medici di famiglia che fanno l'interruzione medica farmacologica perché la somministrazione dell'RU486 non richiede ricovero ma solo un ospedale nel caso ci fossero dei problemi ma questi sono davvero molto pochi".
    L'esponente della Rete si è poi soffermata sull'Umbria. "Qui l'aborto sicuro non è possibile - ha sostenuto -, con ospedali che non garantiscono quello medico. Così come non è possibile la contraccezione gratuita, mentre invece la legge lo prescriverebbe. Pensare di bloccare l'aborto è stupido perché le donne lo faranno comunque e magari via web".
    Secondo la Toschi però il paragone Umbria-Ungheria non regge comunque anche se le difficoltà permangono. "Non siamo in Ungheria - ha sottolineato - non ci mettono in galera se andiamo in giro con scritto 'aborto libero', ma certamente rimane il fatto che basterebbe seguire quello che dice l'Organizzazione mondiale della sanità con la 'best practice'. Non è che vogliamo cose fuori dalla scienza. Io sono ginecologa e ho lavorato 40 anni nei consultori, vorrei quindi che quelli di adesso fossero posti dove la gente si può rivolgere per seguire la gravidanza, per avere la contraccezione gratuita e per chiedere una interruzione di gravidanza e mettere in atto un aborto medico".
    (ANSA).
   

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