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A Pietrasanta 'Africa Tunes' con 50 opere di artisti africani

A Pietrasanta 'Africa Tunes' con 50 opere di artisti africani

Dal 20 gennaio al 17 marzo nella chiesa di Sant'Agostino

PIETRASANTA (LUCCA), 18 gennaio 2024, 12:43

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Si intitola 'Africa Tunes' la mostra collettiva con oltre 50 opere tra pitture, sculture e fotografie di un gruppo di 17 artisti africani in programma dal 20 gennaio al 17 marzo a Pietrasanta (Lucca) nella chiesa e chiostro di Sant'Agostino.
    Curata da Alessandro Romanini l'esposizione è prodotta dal Comune di Pietrasanta in collaborazione con la galleria The Project Space e Lis10 Gallery ed è a ingresso libero. La mostra, spiega una nota, vuol sottolineare come "l'Africa non sia più un continente sconnesso dalla mappa geoculturale e socio-politica internazionale, ma che addirittura si sia inserita da protagonista ai vertici del dibattito creativo mondiale dalla musica al cinema, dal fashion design alla letteratura, per arrivare alle arti visive dove ormai i creativi delle varie discipline giocano un ruolo di protagonisti in biennali, fiere d'arte, aste, musei e fondazioni".
    Il percorso espositivo inizia nella chiesa di Sant'Agostino con una scultura dell'ivoriano Brice Esso, artista che fonde temi africani con la tradizione tecnica della plastica rinascimentale italiana. Nel solito spazio si trovano le opere di un altro ivoriano: Aboudia. Lavori dallo stile inconfondibile mutuati dalle forme espressive con cui i bambini di strada a Abidjan "decoravano" i muri della città, unico modo per testimoniare la loro esistenza. Nelle altre sale si incontra l'opera di Esther Mahlangu in rappresentanza del Sud Africa, portabandiera del secolare stile pittorico Ndebele. Poi le opere di Mederic Turay, basato a Marrakech, Ajarb Bernard Ategwa (Camerun), Tope Fatunmbi, Ebenezer Akinola e Oluwole Omofemi (Nigeria), Tafadzwa Tega (Zimbawe), Nù Barreto (Guinea Bissau) e del giovanissimo ivoriano Nanglè. Troviamo poi artisti di fama internazionale che hanno partecipato all'ultima Biennale di Venezia come gli ivoriani, Armand Boua, Yeanzi e Laetitia Ky. Su una linea simile si muove anche la giovane artista nigeriana Michel Okpare che propone pattern cromatici etnici. E ancora, la senegalese Seni Awa Camara con le sue sculture in terracotta dalle valenze rituali e identitarie e il mozambichiano Gonçalo Mabunda con le sue sculture composte da residuati bellici.
   

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