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Il 'dolce sacrificio' di Alceste conquista l'Opera di Roma

Applausi al dramma diretto da Capuano con la regia di Cherkaoui

(di Luciano Fioramonti) (ANSA) - ROMA, 05 OTT - L' amore struggente di Alceste pronta ad affrontare il "dolce sacrificio" della morte per far vivere il suo Admeto ha conquistato il pubblico dell'Opera di Roma. Un lungo applauso ha decretato il successo del capolavoro di Gluck messo in scena dal regista e coreografo belga Sidi Larbi Cherkaoui con la direzione d' orchestra di Gianluca Capuano.
    Bravi gli interpreti, dal mezzosoprano Marina Viotti al debutto sul palcoscenico romano nel ruolo della protagonista, al tenore Juan Francisco Gattel nei panni del re malato, alle altre voci, ai ballerini della compagnia Eastman - fondata da Cherkaou ad Anversa - e gli allievi della Scuola di Danza del teatro diretta da Eleonora Abbagnato.
    Un plauso particolare va al maestro Capuano, grande esperto del repertorio settecentesco, che ha guidato saldamente l'orchestra in un' opera da lui stesso definita molto complessa per i solisti, il coro e i musicisti e proprio per questo poco eseguita. Al Teatro Costanzi Alceste è stata rappresentata l' ultima volta nel 1967 e aveva avuto due precedenti solo nel 1937 e nel 1940. Il dramma, su libretto di Ranieri de' Calzabigi, proposto per la prima volta in Italia nella versione in francese del 1776 che seguì di pochi anni quella in italiano segnata da giudizi alterni. L' allestimento di Sidi Larbi Cherkaoui, allievo di Anne Teresa De Keersmaeker, ha debuttato con successo nel 2019 alla Bayerische Staatsoper di Monaco. Il balletto, al quale Gluck riservò un ruolo importante nella sua riscrittura, accompagna i tre atti svolgendo, nelle intenzioni del regista, il ruolo di ''coro muto'' nel tratteggiare visivamente la trama musicale. La scena, scarna ed essenziale, si anima nel terzo atto quando Alceste e Admeto si avvicinano alle porte degli inferi e vengono circondati da alti spettri neri che il semidio Ercole, determinato a salvare i due innamorati, annienterà inducendo Apollo a risparmiarli. Per Capuano, che al Costanzi ha già diretto Gluck, il compositore tedesco va considerato un autore preromantico da cui anche Mozart attinse, in particolare da Alceste per il suo Don Giovanni. La sua musica, però, ''resta un arcipelago ancora poco indagato". Repliche il 7, 9,11 e 13 ottobre. (ANSA).
   

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