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O'Hagan, in Gran Bretagna mai così corrotti ed egoisti

Lo scrittore a Letterature a Roma con 'Effimeri'

L'amicizia tra il bellissimo e carismatico Tully, operaio saldatore, e il sensibile James, proletario che ama i libri e studia all'Università. La leggerezza della gioventù tra musica, film e ribellione negli anni Ottanta a Glasgow, segnati dal thatcherismo e dalle lotte dei minatori. Un legame lungo una vita con un prezzo da pagare quando l'affetto è vero e il tempo ci pone davanti alla morte e alla scelta di un fine vita dignitoso. In un romanzo triste ma gioioso e pieno di luce, 'Effimeri' (Bompiani), lo scrittore scozzese Andrew O'Hagan, a Roma per la serata inaugurale del Festival Letterature, racconta una storia vera, vicina a quello che ha vissuto, di coraggio e scelte difficili, in uno scenario passato che riguarda però anche il presente.
    "In Gran Bretagna non siamo mai stati così corrotti, così persi, folli ed egoisti come adesso e tutto ciò affonda le radici nel periodo di Margaret Thatcher. Negli anni '80, quando eravamo adolescenti, il thatcherismo ha distrutto completamente la comunità. Oggi ci troviamo ancora a vivere le conseguenze nefaste di quel periodo. Penso che Boris Johnson, che sta per lasciare il suo incarico di primo ministro, rappresenti proprio questa piaga purulenta del thatcherismo che si sta aprendo sulla pelle della vita della Gran Bretagna" dice all'ANSA O'Hagan, tre volte finalista al Booker Prize. La pandemia, aggiunge, "non ha fatto altro che palesare le ingiustizie".
    Nel libro racconta l'amicizia maschile di cui si parla poco.
    Qual è la differenza con quella fra donne? "Le donne con le loro amiche si raccontano tutti i segreti, gli uomini non lo fanno, vivono in quello che potrei definire uno stato di repressione sul vero materiale emotivo della loro vita. Non ne parlano mai.
    Gli uomini sono come un libro chiuso, mentre le donne questo libro lo sfogliano. Quindi è come se avessi voluto forzare in 'Effimeri' questo libro chiuso degli uomini e finalmente aprirlo".
    Nel romanzo pone un dilemma morale sul fine vita quando Tully, malato terminal, si rivolge a James, a distanza di 30 anni dalle loro avventure di gioventù, per chiedergli di aiutarlo a morire in modo dignitoso.
    "Tully, che in realtà era il mio vero amico Keith Martin, aveva il grande desiderio di morire in un momento scelto da lui, circondato dagli amici e dalla moglie. Al centro del mio romanzo c'è la morte assistita, il fine vita e penso che si debba aiutare ad avere una morte dignitosa. Ho avuto un'educazione cattolica e questo ha le sue conseguenze. Il mio migliore amico mi chiedeva di fare qualcosa che per la Chiesa cattolica è un peccato molto grave. Ma è più importante l'obbligo che noi abbiamo nei confronti dei viventi o l'obbligo morale che noi abbiamo nei confronti di un Dio che non vediamo?".
    'Effimeri', che diventerà una serie tv per la Bbc, è stato scritto sulla spinta di Tully-Martin. "Quando sono andato a trovarlo in ospedale mi ha guardato e mi ha detto: 'abbiamo avuto una vita bellissima, scrivi di noi. Voleva essere ricordato e allo stesso tempo aveva la consapevolezza che tutti noi siamo effimeri però da questo essere effimeri discende qualcosa che è permanente. E quindi, dopo il suo funerale, sono tornato a casa, ho preso la mia vecchia macchina da scrivere, ho caricato la carta e ho cominciato. Ho sentito che per la prima volta avevo l'opportunità di raccontare una storia che parlasse di coraggio. Le persone pensano che l'amicizia sia qualcosa di semplice, ma con il tempo e l'esperienza capiamo che in realtà è difficile e ha un suo prezzo" racconta O'Hagan.
    La serie tv si sta girando "con un cast stellare. Sarà in due episodi e sarà trasmessa la settimana prima di Natale su Bbc World. Sarò sul set come produttore esecutivo" anticipa lo scrittore che vive a Londra, trova divertente Instagram, mentre considera Twitter troppo politico, e al quale piacerebbe "poter scrivere un romanzo come questo sempre". 
   

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