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A Cannes una famiglia iraniana tra tradizione e povertà

In concorso Leila's Brothers, film extralarge di Saeed Roustaee

LEILA'S BROTHERS, terzo film dell'iraniano Saeed Roustaee e in concorso in questa 75/a edizione del Festival di Cannes, è un dramma con al centro una famiglia di sette persone che non se la passa troppo bene.
    Protagonista, come indica il titolo, Leila (Taraneh Alidoosti), una quarantenne solida che ha trascorso tutta la vita a prendersi cura dei due anziani genitori e dei quattro fratelli diversamente non realizzati. Il film, diviso com'è tra tradizione e modernità, inizia proprio con una fabbrica che chiude per problemi finanziari dovuti anche alle sanzioni americane che colpiscono il paese dagli anni Ottanta.
    Nell'enorme industria che chiude i battenti, tra scontri tra polizia e operai, lavora appunto uno dei fratelli, Manouchehr (Peyman Moaadi) che si ritrova così disoccupato in una famiglia numerosa che vive, più o meno allegramente, nella stessa casa. In quest'opera extralarge (dura poco meno di tre ore), e che ha purtroppo un impianto tra teatro popolare e tv seriale, tanti dialoghi serrati tra i componenti di questa famiglia che un po' si odia anche per la mancanza di denaro che le impone i relativi spazi stretti dove vive. A far scoppiare tutto sarà il capofamiglia, Heshmat (Saeed Poursamimi), vecchietto a cui non manca la vanagloria. Fatto sta che per ricoprire una carica di prestigio in un matrimonio non si crea il problema di investire del tutto follemente una forte somma che potrebbe risolvere più di un problema alla sua famiglia piena di debiti. Questo fatto porterà il caos nelle già fragili dinamiche familiari. Con il deterioramento poi delle condizioni di salute di Heshmat la famiglia arriverà a un passo dall'implosione.
    "La famiglia è da sempre un tema centrale del mio lavoro - spiega il regista-. Tuttavia, pur avendo una certa continuità tematica, LEILA'S BROTHERS si differenzia da LIFE AND A DAY in termini di racconto, forma e personaggi. Ciò è particolarmente vero dal momento che affronto anche la figura del padre, finora assente nei miei precedenti film". E aggiunge: "Ho scelto una famiglia particolarmente numerosa, composta da sette persone, perché ho tratto ispirazione dalla realtà. Al di là di ciò che ogni fratello può rappresentare, sono come gli elementi di un sistema in cui ciascuno gioca un ruolo chiave nella dinamica familiare". Conclude Saeed Roustaee: "Questo film ha indubbiamente un valore universale. Per certi versi, è specifico della società iraniana, mettendo in risalto quello a cui è andata incontro la classe media a negli ultimi decenni. Ma la sua storia può essere generalizzata per tutti quei piccoli centri un cui le famiglie della classe media hanno raggiunto un certo livello di comfort quotidiano, come possedere un'auto o sfoggiare segni di ricchezza".
   

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