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A Milano in mostra il testamento spirituale di Botero

A Milano in mostra il testamento spirituale di Botero

La via crucis in 60 opere

MILANO, 22 novembre 2023, 19:59

di Gioia Giudici

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il dolore di Cristo come quello di un intero paese, la Colombia, e dell'umanità intera: apre domani al museo della Permanente di Milano 'Botero: Via Crucis', la prima mostra postuma del maestro colombiano, morto a settembre. Un testamento spirituale in 60 opere, realizzate tra il 2010 e il 2011, dove Botero approfondisce il suo rapporto con l'eterno e con la religione, ma non solo. "La sofferenza e il dolore della via crucis - ha detto presentando l'esposizione l'ambasciatrice colombiana Ligia Margaritya Quessep Bitar - sono di ieri e di oggi, la Colombia ha vissuto una via crucis di cui Botero è stato testimone, il suo Cristo è un uomo, un paese, una cultura che piangono di dolore, così come la Madonna della Pietà avvolge suo figlio tra le braccia così come hanno fatto tante altre madri. In questo anelito alla pace, questo ciclo è l'eredità spirituale del maestro". La mostra è arrivata a Medellín, città natale di Botero nel 2012, per i festeggiamenti per gli ottant'anni di vita dell'artista. In quell'occasione il pittore ha deciso di donare la serie al Museo di Antioquia, che oggi la presenta per la prima volta postuma dopo la morte del maestro, che è sepolto a Pietrasanta. "L'Italia era la sua seconda casa" ha ricordato Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Milano, che ha dato il suo patrocinio all'esibizione, prodotta da Next Exhibition, in collaborazione con Associazione Culturale Dreams, con curatela di Glocal Project e ONO arte. Nella serie, composta da 27 olii e 33 opere su carta, i colori e le forme morbide tipici dell'opera di Botero sono attraversate da dolore e tragedia, mentre il consueto tono ironico è sostituito da quello della pietas. La tematica religiosa è stata spesso presente nel lavoro di Botero, che nel 1969 aveva realizzato un trittico dal titolo "Via Crucis" dove Cristo è rappresentato con gli occhi chiusi, in posizione eretta, sceso dalla croce e con le mani in posizione benedicente. Soprattutto è rappresentato avvolto da una calma serena, mentre le stazioni realizzate nel 2010 lo vedono vilipeso e oltraggiato, ferito e crocifisso. Nell'età della maturità, il lavoro di Botero si è infatti aperto al dramma e alla violenza, con cicli come "Violencia in Colombia" (2001) e "Abu Ghraib" (2005). Nel primo appare evidente la partecipazione dell'artista alla tragedia del suo paese - sconvolto da decenni dalla guerra civile - nel secondo la sua ribellione alle violazioni dei diritti umani. Allo stesso modo in "Via Crucis. La Passione di Cristo" il dolore di Gesù è quello di un uomo che soffre per mano di altri uomini, raffigurati in abiti moderni, con divise militari di oggi. Così le case che fanno da sfondo alle diverse stazioni ricordano più quelle del Sud America che quelle di Gerusalemme, mentre alle spalle della crocefissione lo skyline è quello di New York. "In questo delicato momento politico internazionale, il sottotesto di riflessione di Botero sulle violenze e sulle ingiustizie sociali - ha sottolineato il fondatore di Next Exhibition, Roberto Indiano - presente nelle opere "Via Crucis", è di un'attualità disarmante e sono certo che farà riflettere il visitatore".

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