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Corteo studenti a Roma: 'difendiamo la scuola pubblica'

Tra le loro proposte: stop alternanza, carriera alias, nuovo Statuto, diritto a studio

"La scuola pubblica non si tocca. La difenderemo con la lotta". E ancora: "se non cambierà lotta dura sarà". Questi alcuni degli slogan urlati al megafono con cui prende il via il corteo degli studenti a Roma. Partiti dal Circo Massimo, i ragazzi, sotto una pioggia insistente, si dirigono verso il Miur. Ad aprire il corteo lo striscione rosso della Rete Studenti medi con la scritta 'quale merito'.

Per la manifestazione nazionale, nella Capitale, a chiedere una scuola pubblica, sono scesi in piazza le sigle Link, la Rete degli studenti medi, collettivi autonomi, Osa. Tra le diverse scuole il Visconti, Machiavelli, Augusto, Plinio, Cavour e Socrate, mentre il Tasso ha deciso di rimanere in occupazione e per questo non sarà presente. "Questa è la piazza dei discriminati", ripetono i giovani che, accompagnati dalle note di Bella Ciao, camminano verso il ministero.

"Parlare di merito e' discriminatorio. Chiediamo di parlare col Governo ma non ci aspettiamo molto, serve un piano per la scuola", affermano alcuni dei manifestanti in piazza.

Le motivazioni

"Sono passati appena due mesi dall'inizio della scuola e per l'ennesima volta tutte le carenze strutturali del nostro sistema educativo si sono mostrate: viviamo in una scuola sempre più escludente, basata sul merito e sulla competizione, dove gli edifici scolastici ci crollano addosso e gli studenti muoiono in alternanza scuola - lavoro o suicidandosi per il troppo stress delle valutazioni e dei compiti. Pochi giorni fa il Ministro dell'istruzione Valditara ha dichiarato di voler ascoltare le studentesse e gli studenti: dopo mesi di assemblee e mobilitazioni studentesche, passate per gli Stati Generali della scuola e la presentazione del Manifesto della scuola pubblica alla Camera dei Deputati, non accettiamo più che le nostre proposte e richieste vengano ignorate dalla politica". Lo dicono gli studenti della Rete della Conoscenza-

"Scendiamo in piazza per rivendicare con forza i 5 pilastri per la ricostruzione della scuola pubblica". Ecco quali sono: Una Legge nazionale sul diritto allo studio; l' abolizione dei PCTO e delle forme di Alternanza Scuola - Lavoro in favore dell'istruzione integrata. E ancora: maggiore rappresentanza, partecipazione e protagonismo studentesco Investimenti su edilizia, sportelli psicologici e Carriere Alias in tutte le scuole; un nuovo Statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse.
 

"Dalle assemblee nelle scuole e nelle città abbiamo costruito una proposta di cambiamento dal basso per il nostro territorio e il 18 novembre, assieme a tutte le organizzazioni sociali e studentesche di questo paese saremo nelle piazze di tutta Italia per gridare che abbiamo diritto a luoghi della formazione migliori e ad un futuro dignitoso e stabile: sulle nostre scuole e sul nostro futuro, ora decidiamo noi!", concludono gli studenti che manifesteranno in numerose piazza italiane da nord a sud.
   

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