Sassoli, violenza su donne sia reato sanzionato in tutta l'Unione

'Tutti i paesi ratifichino la Convenzione di Istanbul'

Redazione ANSA BRUXELLES

BRUXELLES  "Abbiamo il dovere di sancire che la violenza sulle donne è un reato specifico, un reato grave che deve essere sanzionato ovunque in tutto il territorio della Ue. Per questo dobbiamo impegnarci per la ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell'Unione della Convenzione di Istanbul". Così il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ad un evento su donne, lavoro e pandemia organizzato dal Pe in occasione della giornata internazionale delle donne.

"Non è una quesitone astratta, riguarda ciò che siamo, ciò che vogliamo essere, ed è parte della nostra carta di identità se vogliamo essere un attore globale, un punto di riferimento democratico", ha continuato il presidente "Siamo nel pieno di una crisi drammatica, una crisi che ha dimostrato subito che le donne e le ragazze non soltanto si sono trovate in prima linea nella risposta sanitaria ed emergenziale ma sono da subito le prime vittime sociali di una crisi di cui ancora non vediamo la fine".

"La pandemia di covid-19 non soltanto ha consolidato le ingiustizie e le diseguaglianze già presenti nelle nostre società, ma rischia di cancellare decenni di conquiste delle battaglie delle donne europee sul diritto al lavoro, alla condivisione, alla autonomia nelle relazioni, al rispetto e al diritto delle proprie scelte nelle relazioni affettive - ha aggiunto - Il Covid e la sua crisi rischiano di mettere in discussione tutto questo". Sassoli ha poi affermato che "le organizzazioni dei diritti delle donne, le ong, la società civile e il mondo accademico ci dicono che le misure adottate dai governi per contenere la diffusione del virus hanno molto spesso acuito il divario di genere in termini di disoccupazione, peso del lavoro domestico, sicurezza finanziaria e autonomia personale delle donne".

Secondo Sassoli "possiamo combattere questa pandemia soltanto se metteremo le donne, le ragazze e le bambine al centro della nostra risposta", ricordando poi che "nel negoziato sul Qfp si è insistito affinché la parità di genere e la dimensione di genere fossero priorità centrali nel bilancio settennale della Ue".

Il presidente del Pe ha poi messo l'accento sulla uguaglianza salariale, "uguale salario per uguale lavoro, un principio che è sancito dai nostri trattati ma nel 2021 ancora vive vive nella società e negli ordinamenti nazionali una fortissima disparità di trattamento economico e salariale", e "questo non è più accettabile". 

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