Da guerra a clima, piano Fao per agricoltura resiliente

Direttore generale, quattro punti per il cambiamento

Redazione ANSA

Un piano in quattro punti per trasformare i sistemi agroalimentari per renderli più inclusivi, economicamente sostenibili e resilienti ai tanti shock che stanno affliggendo il Pianeta, oltre a produrre meglio e di più con un minore impatto sull'ambiente. E' l'appello del direttore generale della Fao, QU Dongyu, all'Onu. Conflitti, clima, pandemia e recessione hanno aumentato la vulnerabilità alimentare delle persone. Secondo il direttore occorre  aumentare l'assistenza agricola di emergenza, investire in sistemi agroalimentari e infrastrutture, dare priorità a scienza e innovazione e ridurre la perdita e lo spreco di cibo.

La richiesta è stata lanciata dal direttore generale della Fao nella riunione ministeriale "Global Food Security Call to Action" alle Nazioni Unite a New York.  Diversi i rapporti che fotografano la situazione di vulnerabilità alimentare nel mondo. Secondo l'ultimo Global Report on Food Crisis lo scorso anno 193 milioni di persone erano gravemente insicure dal punto di vista alimentare in 53 paesi/territori. Le proiezioni indicano che 329 mila persone entro la fine del 2022 vivranno in uno stato di insicurezza alimentare in Somalia, Sud Sudan e Yemen.  

Anche i tassi di malnutrizione sono aumentati, con milioni di bambini che soffrono di arresto della crescita o deperimento, mentre una dieta sana è fuori dalla portata di 3 miliardi di persone. Inoltre, i bilanci dei governi e dei consumatori sono stati più stretti e il reddito pro capite dei paesi si è ridotto, creando una perdita per l'economia di oltre 12 trilioni di dollari in due anni (2020-21). Il direttore ha poi puntato il dito contro l'impennata dei prezzi alimentari che a marzo hanno raggiunto il livello più alto dal 1990, mettendo in guardia sull'impatto a cascata della guerra in Ucraina che potrebbe esacerbare ulteriormente listini; questo perché Russia e Ucraina dominano il mercato del grano globale. 

"Il tempo stringe e la situazione è drammatica", ha affermato il direttore generale, delineando il percorso per una trasformazione di successo dei sistemi agroalimentari. "Oggi solo l'8% di tutti i finanziamenti per la sicurezza alimentare in caso di emergenza va ad assistere la produzione agricola", ha osservato, sottolineando che investire nell'agricoltura e nei mezzi di sussistenza rurali è strategico e da 7 a 10 volte più conveniente rispetto all'assistenza tradizionale. La Fao cerca 1,5 miliardi di dollari per sostenere 50 milioni di persone nel 2022 con interventi agricoli urgenti per affrontare la fame acuta. Grande attenzione anche sul fronte degli sprechi di cibo, le cui elevate quantità a oggi potrebbero sfamare circa 1,26 miliardi di persone l'anno. 

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