Nasce in Italia il gemello digitale della Terra VIDEO

Cheli (Esa), dallo spazio gli strumenti per difendere il pianeta

Enrica Battifoglia

Sta prendendo forma dall'Antartide, il gemello digitale della Terra che nasce combinando l'incredibile mole dei dati rilevati dai satelliti con la potenza dei supercomputer. Il risultato sara' una copia fedele del pianeta, che permettera' di comprenderne meglio i cambiamenti. Promosso dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa), il progetto Digital Twin of the Earth e' uno dei progetti piu' innovativi nel settore dell'Osservazione della Terra, forte del grande riconoscimento avuto nella Conferenza Ministeriale dell'Esa che si e' conclusa il 23 novembre.

Nella Ministeriale "c'e' stato un forte riconoscimento per lo spazio in generale in questi tempi di crisi, e una forte attenzione al programma di Osservazione della Terra, con il finanziamento di 2,7 miliardi sui tre proposti inizialmente, pari al 90% della cifra proposta", dice all'Ansa Simonetta Cheli, a capo del direttorato dell'Esa per l'Osservazione della Terra e responsabile del Centro dell'Esa in Italia, l'Esrin. "E' il budget piu' importante mai avuto nel settore, un ottimo risultato". Digital Twin of the Earth "e' un modello digitale della Terra, che utilizza i dati dei satelliti e li integra con tecnologie digitali per capire come saranno modelli di evoluzione", osserva.

 

Dati dei satelliti e supercalcolo si unicsono per generare il gemello digitale della Terra (fonte: ESA)

 

Proprio all'Esrin e' nato il nuovo centro scientifico che ospita il progetto. Accanto al modello dell'Antartide, con il delicatissimo equilibrio dei suoi ghiacci, si sta delineando quello dei corsi d'acqua delle aree che si affacciano sul Mediterraneo. "Abbiamo anche cominciato ad acquisire infrastrutture di calcolo con nell'ambito del progetto europeo Destiny, in collaborazione con il Centro Meteorologico Europeo, istituto in Italia con competenze come quelle di Cineca e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare", dice ancora Cheli.

Il nuovo cuore delle attivita' europee per l'Osservazione della Terra e' il programma Future EO, con missioni che studieranno gli oceani e le foreste, fino alla gestione dell'agricoltura. Per il 2028 sono attese i due satelliti Harmony che analizzeranno gli oceani con una risoluzione mai vista, studiando in particolare l'interazione fra atmosfera, l'acqua e il ghiaccio grazie a radar ad apertura sintetica (Sar) e uno strumento a infrarossi.

In programma c'e' anche la missione Nggm (NextGeneration Gravity Mission) Magic, che studiera' la gravita' terrestre, la circolazione delle correnti oceaniche e i corsi d'acqua, e poi missioni per studiare la deforestazione, la gestione dell'agricoltura e la sicurezza del cibo. "Sul tavolo - osserva Cheli - ci sono molte altre proposte", alle quali si aggiungono la continuita' con i programmi in corso, a partire da Copernicus, che l'Esa gestisce con la Commissione Europea e che si basa sulle Sentinelle, i satelliti progettati per studiare suolo, acque, ghiacci e vegetazione. Luce verde, quindi ai satelliti Sentinel 1 Next generation Sentinel 3 Next generation. C'e' poi Aeolus 2 in collaborazione con l'organizzazione europea Eumetsat, "che migliorera' in modo drammatico le previsioni meteo, con uno strumento costruito in Italia".

 



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