Il Sole dà spettacolo, le foto dell'eclissi parziale

La prossima fra 4 anni.

Benedetta Bianco

L’eclissi parziale di Sole ha raggiunto il suo picco circa un'ora dopo il suo inizio: dall’Italia l’oscuramento del disco solare è variato dal 22% al 29%, con le Regioni di Friuli e Veneto privilegiate rispetto a Sicilia e Sardegna. Anche il momento esatto del massimo oscuramento è risultato leggermente diverso a seconda della località dalla quale si è ammiranto lo spettacolo, con un leggero ritardo delle zone più a Sud-Ovest rispetto a quelle a Nord-Est.

Il fenomeno è dovuto alla posizione della Luna che, trovandosi tra il Sole e la Terra, proietta su quest’ultima la sua ombra: l’eclissi è stata però parziale, perché il nostro satellite non era perfettamente allineato tra noi ed il Sole. Da nessun luogo, quindi, è stato possibile osservare un’eclissi totale, ma il fenomeno ha assunto un’entità maggiore nella zona della Russia, dove il diametro solare coperto ha raggiunto l’80%. Invece, il ‘confine’ tra la possibilità di ammirare l’eclissi e la sua assenza passato per la Spagna.  

 “Dall’Italia la percentuale di Sole oscurata è stata comunque abbastanza modesta”, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project che ha trasmesso l’evento in diretta online, “tanto che se non fossimo stati a conoscenza dell’eclissi non ce ne saremmo accorti neanche”.

Fondamentale, in questi casi, ammirare lo spettacolo in sicurezza, usando solo binocoli e telescopi dotati di filtri adeguati certificati per l’osservazione del Sole, e non semplicemente attenuati: l’osservazione diretta del Sole, infatti, può provocare gravi danni alla vista. "L'importante, in queste circostanze, è la sicurezza, perché guardare il sole ad occhio nudo è estremamente pericoloso", dice all'ANSA Paolo Volpini dell'Unione Astrofili Italiani (Uai): "Bisogna usare solo binocoli e telescopi dotati di filtri adeguati - aggiunge - e, se si hanno dubbi, meglio chiedere consiglio alle associazioni astrofile, oppure partecipare solo agli eventi organizzati". Sottolinea il tema della sicurezza anche Gianluca Masi, astrofisico e responsabile scientifico del Virtual Telescope Project: "gli strumenti devono essere certificati per l'osservazione del Sole, non basta che siano semplicemente attenuati". Masi osserva che "ci sono anche alternative meno 'professionali', ad esempio, se si espone al Sole un cartoncino con un piccolo foro o uno scolapasta, l'ombra proiettata permetterà di apprezzare l'avanzamento dell'eclissi senza guardare direttamente il cielo".

 

La percentuale di oscuramento del Sole in Europa nell'eclissi del 25 ottobre 2022 (fonte: GreatAmericanEclipse.com)

L’eclissi totale è un fenomeno molto raro: l’ultima visibile dall’Italia si è avuta nel 1961, mentre per la prossima bisognerà aspettare il 2081. Nel frattempo, dal nostro Paese sarà possibile ammirare altre eclissi parziali: le prossime saranno il 12 agosto 2026 ed il 2 agosto 2027.
 "Quest'ultima, in particolare, sarà interessante, perché riguarderà una grande porzione del disco solare - osserva Masi - e anche perché sarà totale dentro i confini delle acque territoriali italiane, anche se dalla terraferma la vedremo parziale".

 

La diretta del Virtual Telescope

 

La diretta di EduINAF

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA