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Harry accusa i tabloid, 'mi facevano diventare matto'

I Sussex motivano l'addio. 'Ma è un passo indietro non una fuga'

HARRY ACCUSA LA STAMPA GB, 'MI FACEVA DIVENTARE MATTO' © EPA
  • di Alessandro Logroscino
  • LONDRA
  • 26 febbraio 2021
  • 17:05

Una stampa votata alla caccia all'uomo (o alla donna), capace di perseguitare i suoi bersagli fino a spingerli sull'orlo della follia. E' il j'accuse con cui il principe Harry mette in conto al sistema mediatico britannico, tabloid sensazional-populisti in testa, la responsabilità d'aver costretto lui stesso, la consorte-outsider Meghan Markle e il figlioletto Archie a dire addio al Regno Unito per cercare "privacy" e "autonomia" in America: dove la coppia - consumata la rottura sostanziale con la Royal Family - aspetta ora un secondo bebè, mentre firma contratti milionari per suggellare una nuova vita da autori e produttori tv promettendo impegno sociale.
    Sotto tiro da parte di molti in patria, ma accarezzato dai riflettori con Meghan al di là dell'oceano, il duca di Sussex non le manda a dire. E torna all'attacco dei giornali 'ostili', quasi a dispetto degli imbarazzi di casa Windsor (a cominciare dal sempre più lontano fratello maggiore William, secondo in linea di successione al trono di Elisabetta II) per le scelte e le polemiche pubbliche condivise con la duchessa sua moglie.
    "L'aria s'era fatta davvero difficile, come molti hanno potuto vedere. La stampa britannica - che tutti sanno cosa può essere - stava distruggendo la mia salute mentale", sbotta il secondogenito di Carlo e Diana in uno scambio di battute colloquiale con James Corden, mattatore (inglese) negli Usa di The Late Late Show. Colloquio registrato sulla tolda di un bus a due piani in giro per Los Angeles alcuni giorni prima della recente decisione della coppia ribelle di confermare la rinuncia allo status di membri senior della dinastia. E della conseguente revoca da parte della regina di una serie di loro incarichi, patronati ufficiali, gradi militari residui. Una denuncia cui fanno da sfondo le azioni legali intraprese in questi mesi dai Sussex a Londra contro alcune testate d'Oltremanica accusate di diffamarli, di violare la loro vita privata e persino la corrispondenza familiare: cause sfociate finora in una doppia clamorosa vittoria, con obbligo di risarcimenti e scuse, ai danni dell'editore che pubblica i popolari quanto velenosi Mail e Mail on Sunday.
    "Ho pensato che quell'ambiente (mediatico) fosse ormai tossico", rimarca Harry, che in passato ha imputato fra l'altro ai tabloid d'avere pregiudizi sociali o razzisti su Meghan - ex attrice di origini materne afroamericane - e di trattarla in modo non molto diverso da come braccarono sua madre sino alla fine tragica di Lady D. "Ho fatto quello che qualsiasi marito e qualsiasi padre avrebbe fatto", rivendica quindi rispetto al trasferimento in America: non senza aggiungere che "non è stato un abbandono, bensì un passo indietro". "Io - la sua conclusione, che profuma ancora una volta di sfida verso la corte, se non direttamente verso la nonna-regina quasi 95enne di cui è stato per anni nipote prediletto - non fuggirò mai e darò sempre il mio contributo poiché la mia vita resta pubblico servizio. Lo è sempre stata e Meghan l'ha sottoscritta".
    Una conclusione destinata a far rumore in attesa della possibile, ulteriore resa dei conti in calendario il 7 marzo: quando il duca sarà di nuovo ospite d'una tv americana, la Cbs, per un'intervista "intima" a più vasto raggio all'anchorwoman-superstar Oprah Winfrey. In coppia con Meghan e dopo uno spazio dedicato solo a lei.
   

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