Carceri: Antigone, tasso suicidi detenuti 10 volte più alto

'Disastro delle carceri' sul nuovo numero di Lavialibera

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 13 APR - "In cella ci si suicida dieci volte di più che nel mondo libero". Lo racconta Antigone, associazione 'per i diritti e le garanzie nel sistema penale', in un reportage sulle carceri contenuto nel nuovo numero di Lavialibera, bimestrale di Libera e Gruppo Abelenata. Nel 2021 l'associazione Antigone ha visitato 99 carceri e ha raccolto i dati nell'Osservatorio di cui si occupa ogni anno. Secondo Antigone, "il 40% delle carceri non ha acqua calda, in quindici istituti non c'è proprio riscaldamento, nel 54% mancano le docce nelle celle (previste dal regolamento penitenziario del 2000), in un terzo delle celle i detenuti hanno meno di 3 metri quadrati a testa di pavimento calpestabile. Il 10,8% dei detenuti ha una diagnosi psichiatrica grave, mentre il 24% è tossicodipendente".
    L'editoriale di apertura di 'Disastro delle carceri- Senza uscita', il nuovo numero del bimestrale Lavialibera di Libera e Gruppo Abele. è a cura del fondatore di entrambe le associazioni, don Luigi Ciotti: " Il carcere - scrive - che comporta una limitazione enorme della libertà fisica delle persone, dovrebbe in una società come la nostra rappresentare l'extrema ratio, la scelta residuale in materia penale.
    Purtroppo sappiamo bene che non è così. Se la comunità ha tuttora il diritto di proteggersi dai disonesti e dai violenti, non possiamo ignorare che al giorno d'oggi la legge e la tecnica ci mettono a disposizione tanti altri strumenti per tutelarci.
    Soprattutto, non possiamo dimenticare lo scopo che la Costituzione attribuisce alla pena detentiva: educare e reinserire".
    Secondo quanto riporta la rivista, infatti, "le misure alternative alla detenzione sono efficaci: nel 2018 solo lo 0,5 per cento di queste misure erano state revocate per la commissione di nuovi reati". All'interno del numero, acquistabile online su lavialibera.it, anche un'intervista a Bernardo Petralia, ex capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria (Dap): "Ogni toga dovrebbe fare esperienza di qualche settimana di vita in carcere, per essere più attenta nei giudizi". (ANSA).
   

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