Città sostenibili, futuro è nella transizione ecologica

Da turismo a rifiuti. Anci, ora sostegno a sindaci

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - "Nessuna classifica e tante realtà diverse" ma la consapevolezza di un'Italia che è "in lotta per cambiare e avviare una trasformazione culturale che passi da cittadini, aziende e amministrazioni locali " per puntare "ad una transizione ecologica verso le città sostenibili del domani" con tre indicazioni da seguire: un'economia rispettosa, spazi pubblici e la gestione dei rifiuti. E' la fotografia scattata dallo studio Quanto sono sostenibili le nostre città? - realizzato da Save The Planet Onluse JTI Italia con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, presentato nel corso dell'appuntamento del Forum ANSA 2030. Lo studio che punta a sottolineare l'importanza di una riflessione congiunta sull'aspetto che dovranno assumere le città del futuro.

Oggetto della ricerca sono le 14 città metropolitane italiane comparate secondo tre indicatori rilevanti: la pressione dei flussi turistici, la presenza di aree verdi e il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Tre indicatori chiave intorno ai quali costruire le città sostenibili e responsabili del domani. Il report mette in luce così lo storico divario fra nord e sud del Paese. Venezia, Milano e Bologna distanziano le colleghe città metropolitane del sud per percentuale di rifiuti solidi urbani riciclati; fra queste Bologna converte l'85% dei rifiuti in energia destinando in discarica poco meno del 10%. La maglia nera va alla Sicilia sul cui territorio non esistono impianti di produzione di energia da rifiuti, tanto che circa il 70% di questi viene semplicemente smaltito in discariche. Roma, Venezia e Milano sono le prime per numero di presenze turistiche.

Lo studio inoltre conclude la campagna #IoLaButtoLì contro l'abbandono dei piccoli rifiuti - promossa da Save The Planet e JTI Italia insieme alla collaborazione dell'agenzia cooperativa sociale Pensieri & Colori e il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Per Gian Luigi Cervesato, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia "la crisi internazionale che viviamo ha mostrato come i sistemi naturali, economici e sociali siano fortemente interconnessi" quindi "le aree urbane sono il laboratorio ideale per mettere in pratica questa nuova visione". L'appuntamento è stato anche l'occasione per annunciare il primo Manifesto Anti Littering interattivo rivolto a cittadini, imprese e amministrazioni locali per sottoscrivere l'impegno congiunto per un futuro sostenibile. Il punto di arrivo dei progetti sono i 17 obiettivi dell'Agenda Onu 2030 il cui raggiungimento potrà essere ottenuto con 'effettivo coinvolgimento e il coordinamento delle Istituzioni centrali e i governi locali in vista di un impegno integrato per la definizione di obiettivi quantificabili, misurabili, monitorabili.

 
Anci, transizione ecologica governo e parlamento sostengano sindaci - "Sulla trasformazione delle città italiane" nella direzione della transizione ecologica, "tenendo conto della realtà composita dei comuni del nostro Paese, in questi anni sono stati i sindaci ad avere una visione" e per questo "al governo e al parlamento, chiediamo la semplificazione delle procedure" e "politiche a sostegno delle Città metropolitane". E' l'appello lanciato da Veronica Nicotra, Segretario Generale Anci nel corso del forum ANSA2030 sulle "Città sostenibili" in streaming su ANSA.IT. "Chiediamo a governo e parlamento un contesto favorevole per portare avanti politiche di medio e lungo periodo - sottolinea Nicotra -, e non sempre questo c'è anche sui temi legati alla trasformazione e rigenerazione urbana alle politiche ambientali che vanno dai rifiuti al trasporto e l'energia". "Il nostro Paese piano piano ha fatto delle conquiste importanti - aggiunge - come l'istituzione richiesta da Anci di un ente come le Città metropolitane, però istituito solo nel 2014 colmando un vuoto istituzionale". Sulle procedure e le tempistiche specifica: "Il problema di ogni misura e iniziativa che adotta il parlamento su iniziativa del governo o in autonomia sono i tempi, dai decreti ministeriali o interministeriali, del passaggio della programmazione regionale, e quindi c'è il problema di riuscire a spendere le risorse anche in questo settore strategico". "Per esempio - ribadisce - sulla misura della forestazione su cui il decreto Clima prevedeva 30 mln di euro per le Città metropolitane per piantumare alberi, abbiamo avuto il decreto del ministro dell'Ambiente a distanza di più di un anno da quando è stato adottato il decreto legge". Secondo il segretario generale Anci "i comuni sono pronti, bisogna cambiare l'approccio e forse le teste di alcuni burocrati, bisogna semplificare perché altrimenti non riusciremo a spendere le tante risorse che arriveranno con il Pnr". Inoltre per Nicotra "serve recuperare forze umane e competenze" con "i comuni che hanno perso un esercito di risorse umane, circa 80.000 persone in 5 anni, insomma - aggiunge - bisogna semplificare le procedure e bisogna che ci sia una assunzione di responsabilità da parte dei burocrati dei ministeri e del livello politico per il rispetto dei tempi".

Nel corso del Forum ANSA, la senatrice del Movimento 5 Stelle Patty L'Abbate accogliendo l'appello di Anci ha sottolineato: "Mi auguro che quando si parla di questo nuovo ministero per la Transizione Ecologica si voglia porre anche questa attenzione, quindi a velocizzare e semplificare: la pubblica amministrazione deve portare avanti i propri obiettivi, come il privato, e ha bisogno di avere una vita più semplificata anche su una serie di autorizzazioni". Per questo conclude la senatrice:"Dobbiamo trovare una via di mezzo - inserita nel piano Pnrr - dal controllo per tutelare l'ambiente, ma nello stesso tempo non possiamo frenare chi sta lavorando bene, e abbiamo aziende italiane che stanno lavorando bene e le dobbiamo coltivare".

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